I lavori di adeguamento del Corridoio Vasariano inizieranno entro sei mesi e finiranno nel 2013. E allora, per visitare lo splendido camminamento non sarà più necessario prenotare. Esclusa, come sottolineato ieri dal sottosegretario ai beni culturali Francesco Giro, l'ipotesi di lasciare nude o quasi le pareti interrotte dagli affacci panoramici. «Il Corridoio non può essere ridotto solo ad un tragitto di flusso e deflusso dei visitatori ». Una èquipe di storici dell'arte, funzionari della soprintendenza, sta studiando le ipotesi capaci di valorizzare in primo luogo la collezione di autoritratti e poi altri gruppi di opere importanti per la storia degli Uffizi. L'impegno della Ser.com, società di comunicazione visiva esterna, a reperire presso privati imprenditori, 5 milioni di euro necessari ai lavori, in cambio della concessione di prestigiosi spazi sui maxischermi per pubblicizzare i propri loghi, renderà possibile l'avvio dei lavori. Che prevedono l'adeguamento strutturale del Vasariano (tra cui luci, antincendio e antintrusione) e anche la realizzazione di un'uscita intermedia di emergenza su via de' Bardi. Di questo si è parlato nell'incontro che ha visto il sottosegretario Giro, impegnato a consolidare un fattivo colloquio per il recupero della piena funzionalità di tutto il complesso museale. Dopo una lunga sosta nel Corridoio Vasariano, la conferenza ha permesso diversi interventi chiarificatori. L'incontro è stato aperto dalla soprintendente ai beni architettonici, Paola Grifoni, dal 2002 responsabile del cantiere Nuovi Uffizi, che con i suoi 27 mila metri quadri e 49 milioni di finanziamenti, si presenta come uno dei più ambiziosi interventi del genere in Europa. «Con il progetto di adeguamento impiantistico e funzionale del Corridoio, farà un sostanziale passo avanti l'opera di ampliamento e rinnovamento del nucleo fiorentino Uffizi-Pitti». Negli interventi che sono seguiti, è sempre apparsa chiara la volontà di mantenere al Corridoio la dignità, acquistata nei secoli, di eccezionale luogo di esposizione, piuttosto che di semplice mezzo di collegamento pedonale tra le due splendide raccolte artistiche. Non a caso è apparso promettente l'intervento del direttore generale del ministero, Roberto Cecchi, attento a ricordare come fin dal tardo '500, il Vasariano fosse visto quale luogo adatto a ospitare i ritratti. Così anche la soprintendente Cristina Acidini, prospettando l'opportunità delle discussioni sull'uso della struttura, ha ricordato le aspettative per la conservazione degli Autoritratti, richiamando l'opportunità di valorizzare il volto degli artisti contemporanei. Infine ha parlato il presidente della Ser.com, Nicola Misurarca, colui che con il suo appello ai privati ha dato il via a quella che può configurarsi come una svolta nella vicenda Uffizi. È convinto di fare un lavoro utile, trasmettendo un messaggio promozionale capace di coinvolgere gli sponsor privati nel governo di un patrimonio comune.