Il direttore della Verdi «Più musica, design, ricerca». Dibattito sul Manifesto della cultura: per Luigi Corbani (foto), Milano deve da un lato «migliorare l'accoglienza» e dall'altro creare un «Consiglio regionale che raccolga le idee più innovative della città». Il direttore della Verdi: «L'università sia messa al centro del nuovo sistema». Non soltanto: «Bisogna puntare sui giovani e sui creativi». Il vero grande obiettivo: «In città le Olimpiadi della cultura». Il dibattito «Migliorare l'accoglienza, sì a un Consiglio generale che raccolga le idee innovative della città» Corbani: più musica, design, ricerca A Milano l'Olimpiade della cultura Il direttore della Verdi: l'università al centro del nuovo sistema, puntare su giovani e creativi «Milano deve allargare l'offerta culturale, che deve diventare un servizio pubblico, come l'acqua, la luce, il gas» «Che la cultura sia un servizio pubblico, come l'acqua, la luce, il gas». L'incipit del Manifesto di Luigi Corbani, fondatore e direttore generale dell'Orchestra Verdi, potrebbe essere questo. L'ex vicesindaco e assessore alla Cultura migliorista immagina una Milano «aperta al mondo» per 365 giorni all'anno, con «un'offerta culturale non episodica ma stabile », sede naturale per l'Olimpiade della Cultura che dovrebbe coinvolgere ogni campo: dal teatro alla musica, dal cinema al design, dalla medicina alla ricerca. Incubatrice di tutto le università. Corbani, qual è il suo Manifesto? «Parlare di cultura significa parlare di città. Che città abbiamo in mente? Che ruolo deve avere? Che sviluppo vogliamo? ». Tante domande, ma le sue risposte? «Prima cosa: la cultura è un servizio essenziale. Bisogna partire da qui». A Milano non è così? «E' stato così. E deve continuare a essere così perché la cultura è anche il fertilizzante dell'innovazione». Ma Milano è più cultura o più dané? «La dimensione economica non può essere disgiunta da quella culturale. La forza di Milano è sempre stata l'integrazione tra economia e attività culturali che porta a una città più civile e giusta anche dal punto di vista sociale ». Come influisce la crisi economica sulla cultura? «Le crisi sono momenti in cui si può ripensare e riqualificare l'azione. Le risorse sono sempre state limitate, il problema è come le impieghi. Non ha senso per esempio limitarsi ai finanziamenti a progetti o a pioggia; occorre sostenere in modo organico l'attività delle istituzioni culturali. L'ente pubblico dovrebbe dire 'non posso fare tutto, affido ad altri la possibilità di sviluppare una programmazione'. Oggi invece sembra tutto casuale». Nel suo Manifesto della Cultura chi ha un ruolo fondamentale? «Le università. Negli atenei milanesi ci sono risorse straordinarie. Più i giovani milanesi sono in contatto con il resto del mondo più è produttivo per la città. Oggi si pone un problema nuovo ed è quello che Milano deve essere aperta al resto del mondo, deve promuovere politiche dell'accoglienza e garantire agli stranieri la possibilità di lavorare. La cultura è un veicolo di integrazione ». La Verdi sceglie un direttore donna (la cinese Xian Zhang), l'Auditorium è riuscito a comprar «casa». Miracoli a Milano? «Tutto deve andare nella direzione dell'innovazione e in questo Milano è avanti, da sempre. Se si ripercorre la storia si vede che le principali istituzioni culturali hanno avuto origine dai cittadini più avveduti e accorti. Penso ai teatri, alle università, alla Triennale». E all'Auditorium. Oggi cosa si potrebbe fare per la cultura? «A questo punto della vita di Milano si potrebbe fare un consiglio generale della cultura. Ma che non sia qualcosa per metterci sopra il cappello, ma un luogo permanente per esprimere le idee». Rossella Verga
MILANO - Corbani: dal design alla ricerca sì alle Olimpiadi della cultura
Luigi Corbani, direttore della Verdi, ha presentato un Manifesto della cultura per Milano, che prevede l'apertura della città a tutto il mondo per 365 giorni all'anno. Corbani vuole che la cultura sia un servizio essenziale e che le università siano al centro del nuovo sistema. Egli propone di creare un Consiglio generale della cultura che raccolga le idee innovative della città. La cultura è un fertilizzante dell'innovazione e la dimensione economica non può essere disgiunta da quella culturale. Corbani vuole che Milano sia una città aperta al mondo e che le università siano incubatrici di tutto.
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