L'esperto di costruzioni Vincenzo Petrini «Il cemento armato in sé è un ottimo materiale. Ma non è detto che ogni struttura realizzata con esso sia adatta a sostenere un terremoto ». Vincenzo Petrini ( foto), ingegnere strutturale, insegna da quarant'anni al Politecnico di Milano. Dunque il crollo di quei palazzi all'Aquila non la stupisce... «Va tenuto presente, in primo luogo, che soprattutto negli anni 50 o 60 l'entusiasmo per le nuove possibilità offerte dal cemento armato (che consente strutture più ardite della muratura) può aver portato a creare edifici non adeguati a reggere i movimenti orizzontali del sisma». E per la qualità dei materiali? «Una scarsa cura nel realizzarli può essere un'altra causa del crollo. La staffatura, ad esempio: in un pilastro di cemento armato, le barre sono tenute insieme da legature orizzontali, ogni 15-20 centimetri. Se le fisso male, le staffe 'scendono'. E ancora: smog o aria salmastra accelerano il degrado, se non è stata posta sufficiente cura nella composizione del calcestruzzo». In questo caso, però, inquinamento e mare sono da escludere. «Certo. Ci sono però altri fattori di rischio, come un'impostazione progettuale che non ha messo in conto eventuali sollecitazioni orizzontali; o una pianta irregolare e asimmetrica, che concentra le azioni su alcune parti dell'edificio. Il fatto è che la normativa dell'epoca dava per impliciti alcuni aspetti, e può essere che un ingegnere non specializzato in strutturistica non ne abbia colto l'importanza». Può succedere anche oggi? «No, dalle circolari di metà anni 80 al decreto del 2008, è scritto nero su bianco che un edificio debba essere tale da resistere a terremoti frequenti e modesti senza danni strutturali significativi; con sismi più violenti (e rari), invece, può danneggiarsi anche molto, fino a renderne necessaria la distruzione. Purché sappia reggere i carichi verticali senza cadere in testa alla gente». In Abruzzo, però, non è stato così. «Ripeto: una magnitudo di quel tipo non dovrebbe mettere in difficoltà un edificio realizzato seguendo le norme e correttamente. Costruito, cioè, con cura, ed evitando di rubare».
MILANO Calcestruzzo scadente e regole non rispettate
L'ingegnere Vincenzo Petrini sostiene che il cemento armato è un materiale ottimo, ma non è detto che ogni struttura realizzata con esso sia adatta a sostenere un terremoto. Negli anni 50 e 60, l'entusiasmo per le nuove possibilità offerte dal cemento armato può aver portato a creare edifici non adeguati a reggere i movimenti orizzontali del sisma. La scarsa cura nel realizzare i materiali, come la staffatura e la composizione del calcestruzzo, può essere un'altra causa del crollo. Inoltre, fattori come l'impostazione progettuale e la pianta irregolare possono aumentare il rischio di crollo.
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