«Se a Roma ci fossero scosse di magnitudo ancora più consistente di quelle di ieri, le zone più a rischio sarebbero senza dubbio Monte Mario e i Castelli romani, perché le scosse di terremoto hanno uscite di energia che si propagano verso lalto» a dirlo è Maurizio Pucci, direttore della Protezione civile del Lazio, che dallalba di ieri è al lavoro per coordinare le operazioni di soccorso delle pattuglie inviate nei territori colpiti dal terremoto. «Meno pericoli li correrebbero gli abitanti del Centro storico e dei quartieri vicino al lungotevere, perché il terreno sabbioso e il sottosuolo pieno di scavi archeologici attutiscono le scosse». Poi il consiglio: «In caso di terremoti bisogna ripararsi sotto gli stipiti delle porte, perché si trovano in corrispondenza di muri maestri e quindi resistenti al crollo». (laura mari)
ROMA - Le zone a rischio? Monte Mario e i Castelli
Se a Roma ci fossero scosse di magnitudo ancora più consistente di quelle di ieri, le zone più a rischio sarebbero senza dubbio Monte Mario e i Castelli romani, perché le scosse di terremoto hanno uscite di energia che si propagano verso lalto a dirlo è Maurizio Pucci, direttore della Protezione civile del Lazio, che dallalba di ieri è al lavoro per coordinare le operazioni di soccorso delle pattuglie inviate nei territori colpiti dal terremoto. Meno pericoli li correrebbero gli abitanti del Centro storico e dei quartieri vicino al lungotevere, perché il terreno sabbioso e il sottosuolo pieno di scavi archeologici attutiscono le scosse. Poi il consiglio: In caso di terremoti bisogna ripararsi sotto gli stipiti delle porte, perché si trovano in corrispondenza di muri maestri e quindi resistenti al crollo.
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