Si inaugura questa mattina a Palazzo Madama una mostra che racconta cerimonie e spettacoli alla corte dei Savoia tra Cinque e Settecento Il 10 febbraio 1628 per il compleanno di Cristina di Francia si realizza nella Sala delle feste di Palazzo Madama un allestimento scenico in cui trionfa la cosiddetta «nave della felicità». La prima madama reale saliva a un certo punto sullimbarcazione per banchettare e non è escluso che intorno si agitassero, come in genere accadeva in tali circostanze - e lo dimostrano le tracce delle antiche canalizzazioni - delle finte onde. Quella nave, ricostruita in base alla riproduzione dellincisione originale, andata perduta, occupa ora lintera parete della Sala del Senato delledificio, dove si è inaugurata ieri la mostra «Feste barocche. Cerimonie e spettacoli alla corte dei Savoia tra Cinque e Settecento». Una mostra, come ha spiegato ieri la direttrice del museo di Palazzo Madama Enrica Pagella, che si temeva di non riuscire a fare, ma poi con qualche rinuncia, lavorando sotto il preventivo di costo e tagliando qua e là, con la casa editrice Silvana che ha addirittura regalato la stampa del catalogo (ormai non si perde occasione per sottolineare risparmi quasi eroici e sacrifici in campo culturale, sembrano lontane mille miglia, ma sono di non molto tempo fa, le cifre faraoniche investite nel settore, da Ronconi a Goldin) loperazione è arrivata in porto. Con il plauso dellassessore Alfieri, che ieri mattina durante la presentazione ha voluto ricordare la «festa» di tre anni fa per le Olimpiadi, «che ha segnato una svolta per la città». Al centro della mostra, da oggi aperta al pubblico, curata da Clelia Arnaldi di Balme e Franca Varallo, le feste delletà barocca, che ebbero per protagoniste soprattutto le due madame reali. Oltre a Cristina, sua nuora Giovanna Battista di Savoia Nemours. Compleanni, battesimi, matrimoni, ma anche funerali, lostensione della Sindone o il carnevale erano tutte circostanze utili per creare occasioni di svago e celebrazioni, chiamare a corte artisti e letterati e realizzare allestimenti talvolta mirabolanti. Feste che divenivano anche metafora politica e strumento di propaganda, come dimostrano le relazioni a stampa fatte girare nelle altre corti. Ma se non sono numerosi gli oggetti e i manufatti giunti fino a noi (in mostra ci sono tuttavia strumenti musicali, abiti, costumi e doni di nozze, vasi e oreficerie), numerose testimonianze arrivano dai documenti cartacei conservati nelle biblioteche. Come nelle torinesi Reale e Nazionale, che hanno collaborato allorganizzazione della mostra con il prestito tra laltro dei bellissimi album miniati da Tommaso Borgonio sui balletti di corte, fortunato genere importato dalla Francia ancora da Cristina e diffuso nelle corti sabaude. Tra i pezzi in mostra, anche un drappo di parata in velluto ricamato dalle collezioni di Palazzo Madama, restaurato per loccasione e mai esposto in pubblico, e una slitta seicentesca «a forma di aquila» che richiama latmosfera delle corse sulla neve, prestata dal Musée de la Voiture de Compiègne.
TORINO - PALAZZO MADAMA. Le onde in sala da pranzo per divertire la moglie del re
A Palazzo Madama è stata inaugurata una mostra che racconta le cerimonie e gli spettacoli alla corte dei Savoia tra Cinque e Settecento. La mostra, intitolata Feste barocche, è stata curata da Clelia Arnaldi di Balme e Franca Varallo e presenta allestimenti scenici e oggetti provenienti dalle collezioni del museo. La mostra è stata realizzata con un preventivo di costo e tagli, grazie alla collaborazione della casa editrice Silvana. La mostra presenta oggetti come strumenti musicali, abiti, costumi e doni di nozze, nonché documenti cartacei conservati nelle biblioteche. Tra i pezzi in mostra ci sono un drappo di parata in velluto e una slitta seicentesca a forma di aquila.
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