Sono iniziati e si concluderanno fra 6 mesi, con la copertura totale dell'area e il ritorno alla vecchia configurazione pensata dal Valadier, i lavori per il recupero della terrazza del Pincio, interessata mesi fa dagli scavi preliminari per il parcheggio interrato, poi bloccato, come noto, dalla giunta Alemanno. L'annuncio è stato dato questa mattina dall'assessore capitolino all'urbanistica, Marco Corsini, dal sovrintendente ai Beni culturali del Comune di Roma Umberto Broccoli e dal delegato del sindaco per il centro storico, Dino Gasperini. "L'area interessata dai lavori- spiega Corsini- è divisa in due zone: la prima, non interessata da reperti, sarà ricoperta e recuperata entro un mese. La seconda, quella con i resti romani, entro sei mesi con la realizzazione di una soletta in cemento armato". "Si tratta- specifica Broccoli- di una scatola di metallo e cemento armato che ricoprirà i reperti mettendoli in sicurezza e rendendoli visitabili dagli archeologi. I ruderi venuti alla luce- aggiunge il sovrintendente- sono resti di una villa romana del primo Impero, per l'esattezza le terme della vecchia casa, che vanno in profondità per nove metri". I lavori, spiega ancora Corsini, "costeranno complessivamente 7 milioni, di cui 2,5 per la copertura e ripavimentazione e il resto per la presa in carico dell'opera" che prima era sotto la responsabilità, anche finanziaria, dell'Atac. "Finalmente si chiude una pagina- conclude Broccoli- il fine ultimo è ridare il Pincio ai romani".