Domani apre al pubblico lo storico edificio dove visse Galileo ma lex direttore di Arcetri protesta contro le scelte di gestione Ci sono voluti anni di restauri e cantieri con problemi cronici di finanziamento Dietro il cancello, il giardino. Pian dei Giullari, un vialetto di sassi e intorno gli olivi, i cipressi e la collina che va giù. Villa «Il Gioiello», lultima casa di Galileo Galilei, il posto dove ha vissuto cieco e confinato dopo laccusa di eresia, adesso apre le porte. Senza arredi e spoglia, però riapre. È come una radice della scienza moderna, un posto che è un epicentro, quasi una capitale. Ci sono voluti anni di restauri curati dalla soprintendenza e cantieri a singhiozzo, battagliando per finanziamenti avari o non sufficienti. Ma tutto questo è ormai alle spalle. Si potrà entrare nella stanza che è stata dello scienziato pisano fino al 1642, il posto dove studiava, al piano terra, pavimento in cotto e unombra azzurra alle pareti (con qualche decoro di epoca più recente). Si potrà visitare quella accanto, dove faceva dormire i suoi allievi Evangelista Torricelli e Vincenzo Viviani, nelle vecchie cucine della villa quattrocentesca dove è rimasto un lavandino in pietra. Si potranno vedere le cantine o salire due rampe di scale e arrivare al primo piano dove ci sono altre camere, travi a vista e un bellissimo e ampio loggiato con panorama sulla campagna di Arcetri. Si entra dal portone di via Pian dei Giullari e ci si trova davanti lantico pozzo che si incontra anche in certe stampe antiche che raffigurano il grande scienziato toscano. Domani il rettore delluniversità di Firenze, Augusto Marinelli inaugurerà assieme al prorettore alla ricerca Guido Chelazzi, allarchitetto Antonio Godoli della soprintendenza e ad altre autorità «Il Gioiello». È lanno delle celebrazioni galileiane e quella casa è una stazione importante, quasi irrinunciabile. Ma come le cose molto attese, come i momenti che sembrano non arrivare mai, alla vigilia del taglio del nastro, affiora qualche dissapore accademico. La villa che doveva diventare un laboratorio di astronomia, ma che non lo è mai stata grazie alle puntuali obiezioni della soprintendenza, il progetto galileiano che il professor Franco Pacini, storico ex direttore dellosservatorio di Arcetri, domani non ci sarà. Lo ha scritto lui stesso in una lettera inviata al rettore: «È incomprensibile la decisione di attribuire al museo della Specola che non si è mai occupato della villa "Il Gioiello", la gestione di questo prezioso bene culturale». Pacini ricorda anche come sia stato, in passato, proprio lOsservatorio di Arcetri a finanziare una parte dei lavori con 600 milioni di lire (era il 1998). Replica il prorettore Chelazzi: «Gli astronomi non saranno per niente esclusi dal progetto, anzi mi auguro che collaboreranno a pieno. La casa di Galileo rientra in un percorso universitario di iniziative culturali e di seminari scientifici di altissimo profilo». Dunque un doppio binario, da un lato lapertura della villa ai visitatori, dallaltro la possibilità di ospitare lì conferenze e giornate di studio per un numero ristretto di partecipanti. Non a caso domani pomeriggio alle ore 16 è prevista una lettura di Theodor Haensch, premio Nobel per la fisica nel 2005 («From Galileo Galilei to the frontiers of nonlinear spectroscopy»). La villa, dal 1920 è monumento nazionale. Era passata dalla proprietà di privati americani alluniversità di Firenze nel 1942, per volere di Giorgio Abetti, allora direttore dellOsservatorio di Arcetri che riuscì ad ottenere da Mussolini la cifra di 300mila lire per comprarla. Però non bastarono, come racconta Godoli che ne ha curato il recupero terminato due anni fa, a comprare anche tutto il podere che stava intorno con le case coloniche. Quella cifra bastò appena ad acquisire la casa di Galileo e lorto dove lo scienziato si dilettava a coltivare olio e vino.
FIRENZE - CASA DI GALIELO: domani riapre al pubblico
Domani apre al pubblico la villa di Galileo Galilei a Arcetri, dopo anni di restauri e finanziamenti difficili. La villa, che era stata la casa dello scienziato fino al 1642, è stata restaurata dalla soprintendenza e ora ospita una mostra che include la stanza dove Galileo studiava e le cucine dove faceva dormire i suoi allievi. Il rettore dell'università di Firenze e il prorettore alla ricerca, insieme all'architetto Antonio Godoli, inaugurano la mostra. Tuttavia, ci sono alcuni dissapori accademici, poiché il progetto originale di Galileo per la villa non è stato realizzato.
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