Spesso certi paradisi sono lì che aspettano, serve solo avere il coraggio di deviare dalla strada principale e andare a scoprirli. Il sito di Gaium in cui sorge la chiesetta di San Michele, dal XVI al XVIII secolo terra di confine tra la Serenissima di Venezia e il principato del vescovo di Trento, luogo di passaggio e sosta per i pellegrini e le merci che venivano trasportate via Adige, è unico, incantevole, magico. Bisogna andarci per capire. Un'occasione sarà offerta ad appassionati e curiosi il prossimo 25 aprile, quando i lavori di scavo saranno aperti al pubblico per la undicesima «Settimana della Cultura» promossa dal Ministero per i Beni e le attività culturali dal 18 al 26 aprile. Le scolaresche, inoltre, potranno organizzare visite guidate anche gli altri giorni. Esperti e studiosi del passato, che nel più breve tempo possibile metteranno mano alla chiesetta , avranno anche il compito di studiare e inserire la sua fondazione all'interno del tessuto storico, territoriale e geomorfologico della Val d'Adige. Incastonato tra il fiume e le pareti rocciose, infatti, il complesso medioevale dedicato a San Michele (probabile fondazione romanica, ampliato e rinnovato, distrutto nella ritirata nazista nel 1945) forma un «unicum» col vicino Monte Rocca, sede di importanti scavi archeologici.C.M.