Cominciano le indagini archeologiche sul sito, tra un mese il via ai lavori per consolidare quanto resta della struttura medievale L'assessore Giorgetti: «La salvaguardia è un dovere» Il sindaco Campagnari: «Cittadini, seguite con noi i lavori» È tutto pronto per ridare smalto alla storica chiesetta di San Michele a Gaium, inserita in una cornice naturalistica suggestiva, sulla sponda destra del fiume Adige e all'imbocco della Chiusa di Ceraino. Partiranno la settimana prossima gli scavi archeologici per riportare alla luce sia la primitiva fabbrica medioevale della chiesa, verificando l'occupazione del sito in epoca longobarda, sia le strutture successive. Per cinque settimane gli archeologi medievisti Emanuela Compri e Luciano Pugliese, diretti dall'ispettrice Brunella Bruno della Soprintendenza di Verona, si dedicheranno a indagini e valutazioni, coadiuvati anche da alcuni operai del Comune di Rivoli. Tra un mese circa, invece, aprirà il cantiere diretto dall'architetto Renzo Nicolis, per mettere in sicurezza strutture murarie e tetto ed evitare che infiltrazioni d'acqua e crepe peggiorino ulteriormente la situazione di degrado in cui il complesso versa da anni. Sono due delle fasi previste dal progetto multidisciplinare di recupero e restauro presentato ieri in Provincia alla presenza del sindaco di Rivoli, Mirco Campagnari, dell'assessore regionale ai Lavori pubblici Massimo Giorgetti, dell'assessore provinciale ai Beni ambientali Laura Poggi, del responsabile organizzativo Giancarlo Dotti, del direttore dei lavori Nicolis, dell'archeologa Compri e del restauratore Erminio Signorini. Il progetto è stato promosso dal Comune e dall'associazione culturale Baldofestival in accordo con la parrocchia di Rivoli e gode del sostegno della Provincia, della Regione e del Ministero per i Beni e le attività culturali tramite la Soprintendenza per i beni archeologici del Veneto - Nucleo operativo di Verona. L'unione di forze, la rete di relazioni tessuta da Baldo Festival con un nutrito gruppo di volontari, comincia a produrre frutti per la riscoperta del territorio rivolese, sostenuta da tempo dall'amministrazione comunale non solo per preservare ma anche per promuovere le sue numerose bellezze naturali, storiche e artistiche. Ora che circa 50mila euro di contributi statali sono pronti a dare linfa alla prima fase dei lavori, l'ottimismo regna sulla salvaguardia del sito di Gaium e della chiesetta. Ne serviranno molti altri per completare il progetto, ma questa è una partenza che infonde fiducia in quanti all'inizio pensavano che si trattasse solo di un sogno bello ma irrealizzabile. «Abbiamo il dovere di recuperare e valorizzare il ricco patrimonio artistico e culturale della nostra provincia», conferma l'assessore regionale Giorgetti, mentre per il suo collega provinciale Poggi il «territorio va arredato come una casa, sfoderando ad arte i pezzi migliori». Così il sindaco Campagnari ha invitato tutti a casa propria, per così dire, nei giorni dopo Pasqua, per dare un'occhiata a come procedano i lavori e alla bellezza del luogo. Certo di fare colpo su tutti.
RIVOLI. L'arte di San Michele risorgerà
Iniziano gli scavi archeologici sul sito di Gaium, una chiesetta medievale sulla sponda destra del fiume Adige. Gli scavi, diretti dall'ispettrice Brunella Bruno, si concentreranno sulla primitiva fabbrica medioevale e sulle strutture successive. In un mese, il cantiere per la conservazione e il restauro delle strutture murarie e del tetto sarà aperto. Il progetto, promosso dal Comune e dall'associazione culturale Baldofestival, ha ricevuto il sostegno della Provincia, della Regione e del Ministero per i Beni e le attività culturali. I lavori, che richiederanno circa 50mila euro di contributi statali, saranno completati con altri fondi.
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