Sgarbi convoca a Salemi i sindaci dei paesi distrutti nel 68 Il primo cittadino di Gibellina scrive al suo omologo di LAquila: "Siamo al vostro fianco" DALLA Sicilia parte labbraccio di solidarietà dei sindaci delle zone terremotate della valle del Belice, pronti a mobilitarsi per inviare aiuti. Se ne fa portavoce il primo cittadino di Salemi, Vittorio Sgarbi, che per oggi ha organizzato un incontro tra i sindaci della zona della Sicilia in cui il terremoto del 15 gennaio del 1968 rase al suolo interi paesi mietendo 300 vittime. «Ho convocato i sindaci del Belice a Salemi perché insieme si possa indicare ai comuni abruzzesi lesperienza delle nostre realtà - dice Sgarbi - Chiedo al presidente del Consiglio e al capo della Protezione civile di impedire il ripetersi degli errori fatti nei comuni del meridione, non solo nella ricostruzione delle case ma anche nella tutela dei beni culturali». Vito Bonanno, sindaco di Gibellina, ha inviato un telegramma al primo cittadino de LAquila, Massimo Cialente. «Nel ï68 Gibellina ha avuto la stessa sfortuna di subire le conseguenze di un sisma che ne ha fisicamente cancellato la memoria storica e architettonica, ponendo le basi per la diaspora dei suoi cittadini e per labbandono delle terre in cui da generazioni i nostri padri avevano lavorato e vissuto - scrive il sindaco - Con la forza della ragione con il cuore e la composta dignità delle nostri madri, abbiamo ricostruito una nuova città, e abbiamo riannodato, attraverso larte e la cultura, le fila della memoria. La morte non ha vinto». In prima linea nel sostegno ai paesi dellAbruzzo colpiti dal terremoto cè anche il sindaco di Menfi. «Non dimentichiamo - dice Michele Botta - ciò che abbiamo vissuto dopo il sisma del Belice nel 1968. Proprio domani avremo un incontro con il presidente Lombardo per cercare di porre fine allannoso problema della ricostruzione». Botta è pronto a mettere a disposizione anche le competenze dei tecnici. «Invito - dice - tutta la cittadinanza a farsi parte attiva in questa causa, affinché non si ripeta lesperienza terribile di rimanere soli, senza un tetto e senza niente da mangiare». Dal comune di Menfi, che è anche sede della Protezione civile, è pronta a partire una colonna di aiuti verso lAbruzzo. a. r.