Non solo i cipressi sono secolari a Bolgheri. Dentro al borgo infatti si trovano, per esempio, due lecci e due olivi, uno dei quali risale al 1700. A tutti gli effetti inseriti all'interno del museo "a cielo aperto": il borgo carducciano. Un luogo che secondo molti abitanti non riceve la meritata attenzione e soprattutto la giusta salvaguardia. Nell'occhio del ciclone stavolta sono caduti proprio l'olivone settecentesco che scende verso la via agli Orti e i secolari lecci che costeggiano il muretto centrale di via del Poggio, davanti a piazza Ugo. Le piante da 4-5 anni non vengono potate e sono lasciate a se stesse. «Sono diversi anni - dice Roberto Creatini - che nessuno ci mette mano. Sono piante meravigliose ed è un peccato vederle abbandonate così. Fino a qualche anno fa me ne occupavo di persona ma adesso è diventato un lavorone. Addirittura una volta mi sono messo lì con l'attore Antonio Albanese, assieme ne abbiamo potato una parte. Da morire dal ridere. Ed è un peccato perchè sono molti i turisti che si fermano all'ombra di questi alberi e si divertono ad ipotizzarne l'età. Un'età che ho stabilito attraverso ricerche storiche e scolpito di conseguenza su di una targa in legno posizionata davanti all'olivo». I residenti si augurano che l'appello sia accolto dall'amministrazione comunale.