Caro direttore, la salvaguardia del patrimonio artistico si traduceva, inizialmente, attraverso una lettura urbanistica attenta alla tutela del singolo elemento, decontestualizzato dall'ambiente circostante. Un esempio felice? Il Museo Provinciale di Salerno nell'Abbazia di San Benedetto del 1964, opera di Ezio De Felice, ancora oggi punto di riferimento di antico e moderno. Negli anni '70 si era pensato, intelligentemente, al (ri)utilizzo di una componente importante del centro storico, le ex carceri, Palazzo San Massimo, il Conservatorio, l'ex Orfanotrofio, alcuni edifici della Scuola Medica Salernitana per l'Università di Salerno e credo che su quest'idea Filiberto Menna, Achille Bonito Oliva e altri importanti intellettuali fossero d'accordo. Poi è andata come tutti sappiamo, anche se la negazione dell'Università e le conseguenze del terremoto dell'80 costituirono un brutto colpo per il centro storico. Il progetto di Piazza della Libertà e il Crescent, senza entrare nel merito dei materiali, della superficie che occuperà, del numero di appartamenti (di lusso) e di negozi, contribuirà, a mio parere, a dividere ulteriormente il mare dal centro storico, i ricchi dai poveri e, come già avvenuto, il centro storico dal monte Bonadies e il castello. Stravolgerà la storia di una città, presumibilmente cancellandone i segni, riconducendo il progetto ad un'operazione di maremarketingfestivalbar non so con quali vantaggi turistici, lasciando peraltro insolute le problematiche del porto e delle aree circostanti. Ai miei colleghi artisti, stranamente muti sulla questione, recentemente impegnati nel Giardino della Minerva con una serie di mostre sulla Scuola Medica Salernitana, chiedo che esprimano con coraggio una propria opinione. Sergio Vecchio Artista
SALERNO - Crescent, la parola agli artisti
Il Museo Provinciale di Salerno, opera di Ezio De Felice, è un esempio di tutela del patrimonio artistico. Negli anni '70 si pensò al riutilizzo di edifici storici, come le ex carceri e il Conservatorio, per l'Università di Salerno. Tuttavia, il progetto di Piazza della Libertà e il Crescent contribuirà a dividere ulteriormente il centro storico, separando i ricchi dai poveri e il centro storico dal monte Bonadies e il castello. Questo progetto potrebbe cancellare i segni storici della città e lasciare insolute le problematiche del porto e delle aree circostanti.
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