LA PROPOSTA de «La Nazione» ha incontrato consensi. L'eventuale annuncio dei «prestito» del David di Donatello all'isola della Maddalena per il G8potrebbe avvenire domani. Quando Guido Bertolaso, capo della protezione civile, riceverà il Gonfalone d'Argento in Consiglio regionale, invitato dal presidente, Riccardo Nencini, e da Erasmo D'Angelis, presidente della commissione ambiente e territorio. Che ha voluto premiarlo per la sua attenzione verso Firenze e l'Arno. Ossia per aver «svegliato» i ministeri e rilanciato l'azione dell'Autorità di bacino indicando i «capricci» del nostro fiume come una possibile catastrofe nazionale, seconda, in Italia, soltanto a un'eventuale eruzione dci Vesuvio. Ma Bertolaso viene premiato anche per la sensibilità della protezione civile che, - nel 2006,. a quarant'anni dalla grande alluvione, decise di restaurare a proprie spese il David di Donatello, cioè uno dei migliori esempi dell'arte italiana nel Rinascimento, cioè nel momento del suo maggior fulgore. POSSIAMO aggiungere che, sia pure in maniera informale, gli esperti si sono già pronunciati: trasportare ilDavid di Donatello non è tecnicamente complicato. L'immagine medita dell'eroe-pastore, umile e nudo, tradizionale protettore della Repubbliea fiorentina, realizzata intorno al 1420, è alta un metro e cinquantotto centimetri. Con una base di 51 centimetri. Il know how in possesso degli specialisti dei beni culturali garantisce viaggi e esposizioni senza tischi . Dunque, da questo punto di vista, il «prestito» dei David al G8 che si svolgerà a luglio alla Maddalena, non rappresenta nessun problema. Così comè non esisterebbero controindicazioni per l'eventuale «prestito» milanese che dovrebbe avvenire in maggio. Magari con un distinguo: l'evento di Milano non èparagonabile, come portata e come ritorno massmediatico, al G8. Che, come ha sottolineato bene l'assessore regionale alla cultura, Paolo Cocchi, «non è una riunione di condominio», ma un consesso mondiale, dove insieme a Obama, alla Merkel e a Sarkozy, ci sarà un esercito digiornalisti. Ecco perché la nostra proposta ha un senso. Non solo vuoi dire scavakare la visione cnptica e dogmatica, dipura conservazione, di chi considera le opere d'arte murate nel territorio. Ma signfica sfruttare una straordinaria occasione: il David in veste diplomatica pu essere un grande ambasciatore da esporre all'ammirazione globale. Nei tentativo, a questo punto irrinunciabile, di portare a Firenze quella fetta di visitatori «scomparsi» nel 2008. Allontanati, certo, dalla crisi mondiale, ma forse anche dalla lungimiranza di altri Paesi, come la Francia, che non temono operazioni ardite. Tipo quella di «prestare» agli Emirati Arabi il marchio del Louvre e la concessione di alcuni «pezzi» per una quindicina d'anni. In cambio di un miliardo di euro.