Mantova città d'acqua, nella seconda giornata celebrativa per l'iscrizione del sito Mantova e Sabbioneta nella lista del patrimonio mondiale dell'Unesco. Se venerdì i toni sono stati ufficiali e festosi nel clima di un successo per risultato ottenuto, ieri nel Teatro Accademico il convegno internazionale di studi che Carlo Saletta, assessore allo sviluppo sostenibile e partecipato del Comune ha aperto e Fiorenza Brioni sindaco concluso, oltre ad approfondire analisi, dare atto di situazioni, fare tesoro di altre esperienze nel mondo, era improntato al progetto e, soprattutto, all'impegno condiviso nella tutela dello straordinario patrimonio esistente e nel recupero sostenibile dei valori del territorio (partecipava anche Antonio Beccari, sindaco di Sabbioneta, città legata a Mantova dall'Unesco). Dunque le targhe con il rombo cerchiato dell'Unesco segnano una tappa, il resto a venire, non nel futuribile ma già nella traccia del "Piano d'azione Mantova città d'acqua e d'arte", anticipato in mattinata da Saletta ma sulla sostanza del quale s'è incentrato l'intervento pomeridiano del sindaco. Pubblico motivato a seguire i lavori: meritavano qualche mantovano in più, a livello rappresentativo della società civile. E proprio sull'esigenza della condivisione, superando i contrasti ed i privatismi ha insistito Alessandro Benatti, presidente del Parco del Mincio: un vero patto sociale, nella difesa e valorizzazione di quell'unicum che l'ambiente acquatico mantovano. Il Piano Mantova città d'acqua e d'arte (illustrato in video da Saletta) si articola in tre Azioni, a loro volta distinte in singoli momenti: il contratto di fiume, da inserire nel accordo-quadro di sviluppo territoriale per Expo 2015, su iniziativa della Regione Lombardia, da condividere con il Parco del Mincio, la Provincia, il Comune di Mantova ed i Comuni del bacino idrografico del Mincio; il patto con le attività agricole, con le organizzazioni di categoria; il Parco culturale dei laghi di Mantova tra acqua e arte. In sintesi, un contenitore di problemi ben noti e da risolvere, dagli scarichi del depuratore di peschiera da spostare a monte di Salionze, alla riduzione degli inquinanti dell'Osone e del Goldone, dalla bonifica del sito inquinato (laghi di Mezzo, Inferiore, Vallazza) alla valorizzazione turistica dei tratti di fiume dal mare a Mantova. Poi il discorso agricoltura, con i carichi inquinanti da ridurre e l'attività agricola rispettosa delle vocazioni dei suoli. Infine, ripensare Mantova come città d'acqua, in tutte le sfaccettature (sponde, ciclabili, luoghi d'acqua). Gli interventi hanno definito il quadro generale: «I caratteri e i valori ambientali del territorio e della città di Mantova. Quadro ambientale» (architetto Laura Previdi); «Il paesaggio culturale e le strategie integrate per il recupero della città d'acqua» (Paola Fallini, Università la Sapienza, Roma); «Gli ambienti acquatici, fluviali, vallivi e lacustri del Mincio: conservazione, criticità, azioni d'intervento» (Marco Bartoli, Università di Parma); «Le iniziative di riqualificazione dei laghi di Mantova» (Daniele Cuizzi, analista ambientale). Tantissimo da fare, ma si è anche fatto, anche per lo stimolo popolare delle 17.672 firme raccolte dal Comitato e la petizione "Garda pulito Mincio vivo". Perché l'acqua parte pulita e limpida dal Garda e si guasta lungo la strada fino a Mantova. E si è preso atto di esperienze nazionali ed internazionali delle città d'acqua (Rino Bruttomesso, Centro internazionale città d'acqua) e quelle singole di Tokyo (Hidenobu Jinnai); Canal de Castilla (Alfonso Alvarez Mora, Valladolid); Amsterdam (Dick Schuilling); Yoshifumi Muneta (Kyoto); Donatella Calabi (Venezia); Giancarlo Paba (Firenze); Bruno Gabrielli (Genova). Conclusione di Fiorenza Brioni: «Mantova città di pietra e di acqua. I laghi sono opera dell'ingegno umano. Il vincolo indiretto sulle sponde dei laghi ci dice che le nostre dolci e tranquille acque vanno accudite e restaurate con la stessa scienza che si riserva alle opere d'arte. Il traguardo dei risanamento dei laghi è complicato, ma va raggiunto ed è la prossima ambiziosa sfida che abbiamo di fronte. Dobbiamo lavorare per il risanamento e la balneabilità dei laghi con un'azione convinta e condivisa». Soddisfatti delle celebrazioni programmate venerdì e ieri anche gli sponsor. Tra questi Marco Dell'Otti, responsabile area MantovaCremona di Cariparma: «Mantova è per Cariparma un territorio importante, una delle zone storiche della banca. È stata una grande soddisfazione affiancare il Comune nel celebrare questo grande riconoscimento da parte dell'Unesco che ha iscritto ufficialmente Mantova e Sabbioneta nell'élite mondiale della cultura».
MANTOVA - Il Parco Culturale per l'Expo 2015 esce dal cilindro Mantova-Unesco
Ieri, nella seconda giornata di celebrazioni per l'iscrizione di Mantova e Sabbioneta nella lista del patrimonio mondiale dell'Unesco, si è tenuto un convegno internazionale di studi presso il Teatro Accademico. L'evento è stato aperto da Carlo Saletta, assessore allo sviluppo sostenibile e partecipato del Comune, e concluso da Fiorenza Brioni, sindaco di Mantova. Il convegno ha affrontato temi come la tutela dello straordinario patrimonio esistente e il recupero sostenibile dei valori del territorio.
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