E' AL TIMONE della quarta collezione d'arte del mondo per importanza e presenze, con oltre quattro milioni di visitatori l'anno. Papa Benedetto XVI lo ha nominato nuovo direttore nel dicembre 2007, e nei suoi 27 mesi di mandato Antonio Paolucci (nella foto), uno dei pi stimati esperti d'arte italiani, già ministro dei Beni culturali nel governo Dini ed ex sovrintendente per il polo museale a Firenze, ha dato la sua zampata. Non a caso è stato lui l'applicatore della Legge Ronchey, un funzionario dello Stato' (come amava definirsi), capace di coniugare nei fatti il richiamo dell'immenso patrimonio artistico del nostro Paese con l'idea di business. In fatto di spremersi le meningi anche' per portare soldi nelle risicate casse del ministero, non è stato secondo a nessuno: un esempiofra i tanti, l'idea di aumentare di 3 euro del biglietto dei musei fiorentino in caso di mostre (che, guarda caso, ci sono quasi sempre). Professore, come sta svecchiando' i Musei Vaticani? «Ferma restando l'attenzione particolare alla salvaguardia, alla conservazione e alla valorizzazione delle opere preziose conservate in quella che Papa Giovanni Paolo Il aveva definito una delle pi significative porte della Santa Sede aperte sul mondo', sto cercando di rendere il patrimonio pi accessibili e meglio godibile». Per questo, poco dopo il suo arrivo è nato il sito ufficiale dei Musei Vaticani: con quale obiettivo? «Spero che questo mezzo informatico possa costituire un utile strumento di conoscenza e di accesso alla complessa realtà di queste collezioni d'arte che hanno ormai cinque secoli di vita e che sono meta ogni anno di oltre quattro milioni di visitatori». Si dice che presto i Musei Vaticani, tra i poli museali pi visitati al mondo, potrebbero aprire al pubblico anche nelle ore serali... «L'ipotesi è allo studio, dobbiamo solo valutarne nei dettagli le ricadute in termini di costi del personale rapportati alla possibile affluenza». Frate offerte ci sono visite guidate a 30 euro e, su richiesta (vi si te guidate gru pp i. museiscv.va), visite guidate per piccoli gruppi (massimo 15 persone) a 250. E si organizzano anche dopo l'orario di chiusura. Com'è possibile? «Le aperture serali dei musei c'erano anche quando ero al Polo Fiorentino, poi la carenza di fondi e personale... Comunque gli altri musei non hanno che da imparare da Firenze. Certo, qui c'è libertà: in realtà i Musei Vaticani fannoparte di uno Stato estero». Da Firenze al Vaticano. Che differenza c'è? «Di prim'acchito mi verrebbe da rispondere che in Vaticano il corpo dei custodi è eccellente e che non c'è il Tar. Ma a parte le battute, c'è una legislazione differente. In Italia il sovrintendente è un autocrate: il ministro è lontano, ci sono questioni politiche e partitiche che distraggono' Roma. In Vaticano, il potere politico è naturalmente vicino, ma si è scelti per cooptazione, senza la burocrazia formale dei concorsi. Una volta nominati, non ci sono i rischi della magistratura del lavoro, né quelli sindacali». Firenze Musei si occuperà dei servizi accessori nei Musei Vaticani di Roma? «La decisione è già definitiva perché c'è stata una gara e loro hanno vinto. L'associazione temporanea di imprese tuttavia non si occuperà delle biglietterie». - Il personale? «Rimarrà dipendente del Vaticano. In pratica il personale resta all'estero e loro gestiscono la baracca». Cosa pensa della proposta di inviare il David di Donatello alla Maddaelenu come testimonial della Protezione civile? «Sinceramente penso che al G8 non importi né del David né dei Bronzi di Riace. anno altro cui pensare». Professor Paolucci, ma lei un tempo era favorevole ai prestiti... «Se di prestiti si tratta... Un conto è privare un museo di un'opera per un evento che abbia un'alta valenza scientifica, un'altra è mandarla come mero biglietto da visita. Il mondo non ha bisogno di un David per sapere quanto di grande ci sia a Firenze».