MANTOVA. Il vice sindaco e assessore alla cultura Gianolio minaccia di portare in tribunale il ministero dei beni culturali se il Comune non riceverà una risposta sulle collezioni civiche depositate in Ducale. Gianolio afferma che l'ente locale «deve disporre dei beni di sua proprietà», e ha inviato una lettera-ultimatum al direttore regionale. La pratica è già all'ufficio legale. M entre Mantova festeggiava il suo ingresso nella golden list dell'Unesco, la lettera era già arrivata. Sulla scrivania del direttore regionale dei beni culturali Mario Turetta e probabilmente, da lì, in copia al ministro Sandro Bondi. Data: martedì 31 marzo. Un gentile anticipo rispetto alle solenni date celebrative di venerdì e ieri. L'assessore alla cultura e vice sindaco Paolo Gianolio s'è stancato di aspettare una risposta: pretende che le collezioni depositate in Palazzo Ducale possano essere inventariate e messe a disposizione del Comune. Gianolio ha avviato il dispositivo per l'azione giudiziaria contro il ministero. Fa il guastafeste, proprio adesso che ci sono le celebrazioni Unesco? «No. Il riconoscimento Unesco, particolarmente importante, e il problema delle collezioni civiche depositate in Palazzo Ducale sono questioni diverse. In municipio da parecchio tempo attendiamo dalla direzione regionale dei beni culturali una risposta per dare concretezza a una serie di iniziative: l'istituzione e l'operatività di un gruppo di lavoro misto, comunale e della sovrintendenza, per inventariare le collezioni depositate; stipulare una convenzione che disciplini i prestiti dei beni comunali; poter usufruire delle nostre opere non utilizzate e non valorizzate in Ducale». L'assessore all'attacco dello Stato? «Premetto che se la cosa sconfina nel contenzioso non c'è partita. Senz'altro vince il Comune. È da mesi che aspetto un segnale formale da Milano e di conseguenza devo intendere che c'è scarsa volontà di risolvere la questione. Niente risposta? Allora azione giudiziaria pluridirezionale. Ci sono vari profili giuridici: quello civilistico, quello risarcitorio e il fatto che il Comune non può disporre di beni di proprietà». Perché non ne ha parlato a quattr'occhi, col direttore regionale Turetta? «Già fatto. Lui venerdì in Ducale per l'Unesco non c'era. Mi aspetto una risposta formale, non colloquiale. Il problema che è sul tappeto va risolto in via formale». Il problema era stato sottoposto in settembre al predecessore di Turetta, Famiglietti. «È vero. Ma non faccio distinzione tra persone fisiche. Parlo con un'istituzione da cui mi aspetto risposte. E con questo non voglio dire che con le sovrintendenza non si debba agire in sinergia. Collaboriamo, ma i tempi sono decisamente diversi». Che cosa fa, un riferimento al direttore generale del ministero che a Mantova, otto giorni fa, aveva parlato di sinergie fra Stato ed enti locali? E aveva detto che il biglietto unico si può decidere in soli tre mesi? «Sì, Roberto Cecchi nelle dichiarazioni rilasciate alla Gazzetta aveva sottolineato gli effetti della sinergia fra mnistero e Comuni. Certo, anch'io dico che bisogna andare alla stessa velocità. E guarda caso noi li stiamo ancora aspettando... E poi per quanto riguarda il biglietto unico è dal 2006, dai tempi della mostra su Mantegna che non riusciamo ad avere sinergia». Il sindaco Brioni è d'accordo sull'azione? «Il sindaco concorda, al cento per cento. E se va come deve andare, da domani che succede? «Ho trasmesso la pratica all'ufficio legale del Comune. La pratica ha priorità. Se entro dieci o quindici giorni non riceveremo una rispota formale dalla direzione regionale partirà l'azione giudiziaria sul ministero e a cascata sulle sovrintendenze». Lei è avvocato amministrativista. Che cosa imputa al ministero? «Dico che c'è un legittimo proprietario delle collezioni depositate in Ducale. Possessore che deve essere visibile e riconosciuto in quanto tale. Dal punto di vista giuridico ho pochissimi dubbi: abbiamo ragione. Ho provato ad affrontare la questione correttamente ed istituzionalmente. Ma devo interpretare il silenzio come diniego e quindi non ho altra via. La conoscenza e la valorizzazione dei nostri beni è un atto dovuto. L'azione giudiziaria diventa inevitabile». E un contatto con il sovrintendente Filippo Trevisani? «Mi ha inviato una lettera tempo fa. Trevisani non ha potere diretto. Il sovrintendente ai beni artistici e storici risponde alle decisioni della sua direzione regionale. Mi sono perciò stancato di aspettare invano». Il Comune vuole esercitare la facoltà di conoscere ed esporre pezzi in altre sedi. Ma il Museo della Città non è ormai saturo? «Il Palazzo di San Sebastiano è parzialmente saturo. Il Comune è orientato a individuare spazi espositivi nuovi. Tra questi il Palazzo del Podestà, ma anche la Caserma XXIV Maggio, che è di privati. Ma penso che la cosa si possa adeguatamente risolvere in tempi brevi».
MANTOVA - Porteremo il ministero in tribunale
Il vice sindaco e assessore alla cultura di Mantova, Gianolio, minaccia di portare in tribunale il ministero dei beni culturali se il Comune non riceverà una risposta sulle collezioni civiche depositate in Palazzo Ducale. Gianolio afferma che l'ente locale deve disporre dei beni di sua proprietà e ha inviato una lettera-ultimatum al direttore regionale. La pratica è già all'ufficio legale. Il Comune vuole esercitare la facoltà di conoscere ed esporre pezzi in altre sedi, ma il ministero non sembra disposto a risolvere la questione. Il sindaco Brioni è d'accordo sull'azione e ha trasmesso la pratica all'ufficio legale del Comune.
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