I soci pubblici hanno confermato i propri membri nel CdA di Fondaziona Palazzo Strozzi (a fine mese toccherà ai privati), dando il via al secondo triennio dell'ente. E Lorenzo Bini Smaghi punta su qualità e radicamento in città. Fondazione Palazzo Strozzi entra nel suo secondo triennio: lei rimarrà alla guida? Rimarrò presidente anche per questo mandato. E ringrazio Leonardo Domenici, Matteo Renzi e Luca Mantellassi, che rappresentano i soci istituzionali (Comune, Provincia, Camera di commercio) per il rinnovo della fiducia». I dati sul calo dell'affluenza nei musei fiorentini resi noti giovedì sono preoccupanti: la sua ricetta? «È più difficile rispondere alle nuove esigenze della domanda, trovare risorse. Occorre lavorare di più, stimolare i visitatori con cose nuove, di qualità: questa è la vera sfida». Il bilancio dei primi tre anni? «Tre anni fa non c'era nulla e ora Palazzo Strozzi è una realtà sulla scena culturale internazionale. È frutto del grande lavoro di squadra, a cominciare da James Bradburne, il direttore, lo staff, il consiglio di amministrazione e d'indirizzo, il collegio dei revisori. Ricordiamoci che la prima mostra della nuova era è stata organizzata nella primavera del 2007». Cosa risponde a chi parla di mostre troppo elitarie e quindi di scarso successo di pubblico? «Non è così. Sulle sei mostre al piano nobile tre erano indirizzate al grande pubblico Cezanne, Dipingere la luce (gli Impressionisti) e ora Galileo e tre erano indirizzate a un pubblico più specialistico e internazionale, come quella sulla Cina, Contromoda e Le due Regine. L'obiettivo è stata la qualità. Ed è stato raggiunto. E a chi dice che il bilancio è in deficit e si «bruciano» fondi pubblici? In tutti i Paesi europei la cultura ha bisogno di fondi pubblici. Ma sono fondi ben investiti. Il Comune e la Provincia contribuiscono per meno di un quarto dei fondi complessivi: 8 milioni l'anno. Il resto arriva da sponsor, privati e ricavi. Con le sue attività, la Fondazione produce un indotto sul territorio del Comune e della Provincia stimato in oltre 20 milioni l'anno. I privati potevano fare di più? Erano partiti in otto aziende e ora sono più del doppio. E stiamo lavorando per aumentarli ulteriormente. Ma in quale altra istituzione culturale italiana c'è il contributo di così tanti privati? E ringrazio Leonardo Ferragamo per il lavoro che ha fatto in questi anni non facili. Galileo, come va la mostra? Molto bene. La risposta della critica e dei media è stata superiore alle attese. E anche il numero dei visitatori supera le attese, con punte di 1.200 biglietti al giorno. Che obiettivi culturali ''strategici'' vi ponete nel 2009-2011? «Con il 2009 finisce l'avvio della Fondazione e prende inizio lo sviluppo autonomo. Abbiamo un programma ambizioso di mostre importanti, con nomi prestigiosi e di grande qualità, da De Chirico a Baltus, Bronzino, poi Picasso, Dalì e Mirò. Dobbiamo però anche tener conto della congiuntura sfavorevole; abbiamo deciso di eliminare il sovraccosto del biglietto per chi prenota su internet. Vogliamo sviluppare i programmi per famiglie e giovani. Abbiamo un programma di ''Amici di Palazzo Strozzi'' che in meno di un anno ha raccolto un grande sostegno. Palazzo Strozzi é dei fiorentini; abbiamo bisogno di loro». Ci saranno grandi eventi, mostre un po' più di ''facili''? «Continueremo a cercare il giusto equilibrio tra la qualità e il richiamo con i grandi nomi. È facile fare mostre commerciali, grandi numeri, ma poi non si semina nulla e così facendo il panorama culturale si impoverisce. La sperimentazione è fondamentale». Arte contemporanea: come uscire dalla nicchia? «I risultati di questi primi anni alla Strozzina sono molto incoraggianti. Oltre alla critica molto favorevole c'è un successo inaspettato di pubblico. Ciò conferma la voglia dei giovani fiorentini di esplorare nuove realtà artistiche. Oltre ai nostri soci istituzionali anche la Regione ci sta sostenendo». Che cosa chiede alla prossima amministrazione, ai soci pubblici e a quelli privati? «Al Comune di continuare a sostenerci, non solo finanziariamente. Se i chi guida la città partecipa e sostiene in prima persona, i cittadini hanno una forte propensione a fare lo stesso. E a tutti chiediamo continuità per costruire qualcosa di duraturo».
FIRENZE - Meno visitatori? Allora servono novità e qualità
La Fondazione Palazzo Strozzi ha confermato i propri membri nel CdA per il secondo triennio. Lorenzo Bini Smaghi è stato rieletto presidente. La fondazione ha un bilancio positivo, con un indotto stimato in oltre 20 milioni all'anno. I dati sul calo dell'affluenza nei musei fiorentini sono preoccupanti, ma la fondazione punta su qualità e radicamento in città. La mostra "Galileo" è stata un successo, con una risposta positiva della critica e dei media e un aumento del numero di visitatori. Per il 2009-2011, la fondazione ha un programma ambizioso di mostre importanti e vuole sviluppare i programmi per famiglie e giovani.
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