«Come è possibile che Italia Nostra sia intervenuta prima della fine del procedimento amministrativo? Il restauro della facciata del Duomo è invece terminato nel migliore dei modi ed è normale mettere una scansalina per proteggere la pietra e far defluire l'acqua». Carla Di Francesco, direttrice regionale per i beni culturali dell'Emilia Romagna - l'autorità di pi alto grado del Ministero nella nostra regione - interviene con atteggiamento tranquillo, ma risoluto, sulle due questioni urbanistiche e artistiche in questi giorni al centro di dibattito in cittì Il piano particolareggiato della giunta che, dopo quattordici anni di discussioni, permetterà di riqualificare la zona urbana dell'ex municipalizzata Amcm è politicamente un argomento piuttosto sensibile . Questo perché la questione urbanistica ancora oggi divide i due partiti della maggioranza che sostiene il sindaco Pighi - Pd e Italia dei Valori - soprattutto riguardo le deleghe dell'assessore 5ff- ta. Giovedì sera durante una calda presentazione al Laboratorio della città Sitta si è preso delle offese personali - non ammissibili ovviamente - da una cittadina e anche il presidente di Italia Nostra Giovanni Losavio ci è andato pesante. Losavio ha tra l'altro definito la stessa Di Francesco, autrice dell'abbandono della tutela sull'ex palazzina degli uffici e sull'area del cinema estivo, come autrice «di atti illegittimi e compiacenti verso l'attività comunale perché l'area dell'ex Amcm è assolutamente critica e secondo il Prg qui c'era una zona di tutela per la salvaguardia della memoria cittadina. Il via libera recente della soprintendenza è invece frutto di un atteggiamento compiacente». «Come è possibile - puntualizza la Di Francesco - che Lo- savio abbia fatto queste dichiarazioni prima di attendere la relazione finale da me approvata con le motivazioni sulla decisione? So bene che Italia Nostra ha fatto presso la soprintendenza un accesso agli atti, ma manca la documentazione finale sull'argomento. A ogni modo il procedimento burocratico presto si concluder poitoccher al Comune lavorare». Altra questione riguarda la facciata del Duomo, appena liberata dopo oltre due anni di lavori, dai ponteggi necessari a restaurarla e pulirla. Oggi il simbolo di Modena si presenta dunque maculato - a causa delle pietre di reimpiego di diversa provenienza utilizzate per costruirlo nel medioevo - visto che è stata tolta la patina che velava la superficie. «Alla fiera del restauro di Ferrara - ricorda la Di Francesco - gli esperti hanno fatto un encomio alla responsabile dei lavori Polidori e non preoccupatevi se sotto il rosone hanno posizionato un elemento evidente in rame. E' normale, andava protetto l'elemento in pietra orizzontale e il rame poi si ossida e diventa color marrone bruciato: come sa le infiltrazioni d'acqua danneggiano molto. In genere si mettono lastre in piombo sui campanili e rame più in basso».