NUORO. Né Costantino Nivola né i suoi eredi hanno mai chiesto il riconoscimento del carattere artistico di piazza Satta. Dunque, sulla piazza non ci sono vincoli, almeno non di quella natura. Chi lo dice? Il Darc, ovvero la Direzione generale per la qualità e la tutela del paesaggio, l'architettura e l'arte contemporanee del Ministero dei beni cultuali. Vuol dire una cosa: il caso ampliamento del Man ve lo dovete risolvere voi. Ci vorrebbe il "deus ex machina" delle tragedie greche per sbrogliare il caso dell'ampliamento di quella che probabilmente è la più nota e attraente struttura culturale del centro Sardegna, capace di convogliare a Nuoro migliaia di visitatori grazie alle sue prestigiose mostre di arte contemporanea. Da risolvere c'è la faccenda della famosa facciata che guarda su piazza Satta. L'ampliamento del Museo d'arte della Provincia di Nuoro è un'operazione da oltre due milioni di euro ferma da mesi perché ad alcuni non piace l'ingresso moderno riprogettato per i nuovi locali di Casa Deriu. Di fatto, la relativa variante non approda in consiglio comunale, cui spetta dire sì o no. Dire che i vari attori della vicenda si sono «incartati» non è fuori luogo, considerato il viavai di lettere tra Nuoro, Sassari, Cagliari e Roma. L'ultima è di pochi giorni fa, quella del Darc. La Direzione ministeriale si tira fuori, scrivendo in modo più esplicito quello che in realtà aveva spiegato in varie occasioni. Su piazza Satta, precisa il direttore generale Francesco Prosperetti, «non sussistono procedimenti di riconoscimento dell'importante carattere artistico». Non lo ha chiesto Costantino Nivola, titolare del diritto secondo la legge di autore. Né l'hanno fatto gli eredi dell'artista oranese morto nel 1988. Può non piacere e farà molto discutere: per il Ministero, piazza Satta non è intoccabile sotto l'aspetto artistico. co. Casomai, è questione architettonica e paesaggistica, ma è materia di altri uffici. Il caso Man si gioca tra burocrazia e politica. La Provincia, proprietaria del museo, e il Comune di Nuoro hanno punti di vista differenti, anche se il contrasto non si è mai manifestato apertamente. La fase delle discussioni estetiche, che come sempre ha visto i soliti schieramenti pro e contro, non li ha coinvolti in modo diretto. Lo «scontro» avviene tra gli uffici, con raccomandate che vanno e vengono. Il contrasto è nato nel luglio 2008, quando la Fondazione Nivola ha chiesto alla Soprintendenza ai beni architettonici di Sassari di bloccare la realizzazione della nuova facciata. Richiesta accolta con la sospensione dell'autorizzazione rilasciata in precedenza, in attesa del pronunciamento del Darc. Nel frattempo, i lavori di ristrutturazione di Casa Deriu sono stati ultimati all'interno. Perché il nuovo Man cominci a funzionare, mancano solo le facciate. È così da mesi. Prima di andare via, l'impresa ha «oscurato» l'edificio con pareti di tavole. Una provocazione che non ha smosso le acque. Resta ora da capire se il caso Man si sbloccherà adesso che il Darc si è espresso in maniera così netta, scrivendo che piazza Satta non è un bene artistico riconosciuto. La palla torna in mano a Elio Garzillo, il direttore regionale dei beni culturali, che in varie occasioni ha chiesto di cambiare il progetto ma poi ha sempre passato la parola al Darc. Torna anche al Comune di Nuoro che tempo fa è stato diffidato dal Museo per il mancato parere sul progetto del nuovo ingresso. Di certo, se lo scontro andrà avanti, adesso dovrà diventare aperto.
SARDEGNA NUORO - Il ministero sblocca piazza Satta
Il Museo d'arte della Provincia di Nuoro, noto come Man, è in attesa di completamento dopo mesi di lavori. L'ampliamento del museo è un'operazione da oltre due milioni di euro, ma è ferma da mesi a causa di problemi con la facciata che guarda su piazza Satta. La Direzione generale per la qualità e la tutela del paesaggio, l'architettura e l'arte contemporanee del Ministero dei beni culturali, ha espresso il suo parere, affermando che piazza Satta non è un bene artistico riconosciuto. Il Ministero ha spiegato che la facciata non è stata oggetto di richiesta di riconoscimento dell'importante carattere artistico da parte di Costantino Nivola o dei suoi eredi.
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