Ca' Corner della Regina libero subito. E' quello che chiede la Fondazione Musei Civici - che ha ereditato il palazzo dal Comune come dote patrimoniale - alla Biennale che ancora lo occupa "abusivamente" con i materiali dell'Asac, l'Archivio storico delle arti contemporanee chiuso da molti anni e che dovrebbe riaprire parzialmente già da giugno nella nuova sede del Palazzo delle Esposizioni (già Padiglione Italia) ai Giardini. A sollevare apertamente il problema è stato - nell'incontro-stampa sulla situazione dei Musei Civici - il presidente Sandro Parenzo. «Vorremmo utilizzare Ca' Corner della Regina per attività espositive che potrebbero darci anche qualche beneficio economico - ha spiegato Parenzo - e già a giugno saremmo in grado di organizzare una mostra. Ma tutto è bloccato, perché la Biennale che doveva da tempo portare tutti i materuali dall'Asac al Parco Vega di Marghera li ha in parte ancora là, Ci siamo offerti di spostarli a nostre spese nel nuovo Archivio comunale a Mestre, in attesa che la Biennale riapra l'Asac, ma la fondazione non vuole, perché dice che deve ancora inventariare i materiali. Potrebbe farlo anche a Mestre, ma, a questo punto, se la situazione non si sbloccherà velocemente, potremmo pensare anche a uno sfratto». Da parte della Biennale un certo stupore, prima ancora che disappunto per le dichiarazioni di Parenzo. «La fondazione Musei sa da tempo - si osserva dallo staff del presidente Paolo Baratta - che entro l'anno l'Archivio sarà completamente liberato dai libri e dai materiali che ancora sono a Ca' Corner della Regina, Già a giugno una parte di essi sarà trasferito al Palazzo delle Esposizioni, ai Giardini, perché l'Asac riasprirà già in parte in occasione della Biennale Arti Visive. Da parte nostra non c'è alcuna intenzione di mantenere libri e materiali nella vecchia sede, avendone individuata una nuova, per la quale sono già iniziati i lavori di riadattamento». Il restauro di Ca' Corner della Regina deve essere ancora completato, perché nè il Comune, né ora la Fondazione Musei, hanno i fondi necessari - una ventina di milioni di euro - per l'intervento. Per questo l'istituzione museale vuole almeno parzialmente metterlo a reddito ed è sempre più impaziente verso la Biennale.