«A parte il fatto che il regolamento sulla Piazza - nel quale si parlava dell'organizzazione di 3 eventi "doppi" - non è mai stato adottato, noi di fatto lo rispettiamo comunque punto per punto, per un uso rigoroso dell'area marciana, in piena condivisione con la soprintendenza. Se qualcuno ha un'idea migliore per raccogliere fondi per i restauri della stessa Piazza - quando lo Stato non provvede - che organizzare sei concerti di altissima qualità, con artisti che vengono a Venezia all'ultimo momento solo perché hanno l'opportunità di cantare in Piazza San Marco, se qualcuno ha un'idea migliore, dicevo, si faccia avanti: siamo pronti ad accettare qualsiasi, concreto suggerimento». Il capo di gabinetto Maurizio Calligaro risponde così alle osservazioni dell'associazione Amici della Piazza, che riunisce commercianti ed esercenti dell'area marciana critici verso un'organizzazione «seriale» degli eventi e preoccupati per l'impatto di palco e strutture di servizio ai concerti, per 40 giorni, tra giugno e luglio, in una piazza già occupata da numerosi cantieri di restauro. In programma - anche se mancano ancora le firme sui contratti - i concerti di Andrea Bocelli, Simple Minds, Massimo Ranieri, Leonard Cohen. «San Marco non sarà occupata per oltre un mese», prosegue Calligaro, «perché, tra un concerto e l'altro, resterà allestito solo il palco, mentre platea e transenne saranno naturalmente smantellate. Avere più serate permette di ammortizzare i costi di allestimento, uguali per 1 o 6 concerti, e massimizzare i guadagni: l'anno scorso, che non è andato molto bene - che ha visto il pienone del solo Elton John - siamo comunque riusciti a raccogliere 100 mila euro che destineremo al restauro della pavimentazione delle Procuratie Nuove. Eppoi sui concerti pro Emergency, naturalmente, non avevamo guadagni come amministrazione. Quest'anno potrà andare sicuramente meglio, anche perché è finalmente partita anche l'operazione Sms Venice. Sono tutti soldi che resteranno a San Marco per i restauri». In questi giorni, sono partiti i lavori per sistemare alcuni tombini e masegni danneggiati durante il Carnevale. «Per carità, non si dica che è colpa del palco, perché neppure c'era», prosegue Calligaro, «è stato un mezzo trasportatore che ha sbagliato manovra e i 4 mila euro di danni saranno pagati dall'organizzazione. Il palco per i concerti rispetta i rigorosi e ristretti criteri fissati dalla soprintendenza, è soft e non c'è rischio di danneggiamento».