«Se i Musei Civici fossero ancora in carico al Comune e non ci fosse la fondazione, quest'anno almeno un centinaio di persone che svolgono i servizi museali sarebbero rimaste a casa. Con la crisi del turismo e il calo dei visitatori, senza il contributo che abbiamo ricevuto dall'Eni, per noi sarebbe stata durissima». Parole di Sandro Parenzo, presidente della neonata fondazione che gestisce il sistema museale e che ieri nelle sale restaurate dell'ex Palazzo Reale, insieme al direttore Giandonenico Romanelli (con la responsabile del Marketing Monica Da Cortà) ha fatto il punto della situazione sullo stato di salute e i progetti dell'istituzione. Non certo un'ammissione di resa di fronte alle difficoltà, ma anzi un'orgogliosa difesa dei primi passi della fondazione, in una congiuntura economica difficilissima, che obbligherà comunque a razionalizzazioni e a contenimento di spese, visto che il 2009 resterà, a quanto pare, un annus horribilis anche per il sistema veneziano, che per ora, comunque, regge. I nuovi dati - resi noti ieri - indicano che nel 2008 i visitatori sono stati poco più di 2 milioni, con una flessione di circa il 3 per cento sull'anno precedente. La "stangata" è arrivata con il primo trimestre del 2009 con un calo di visitatori del 23,8 per cento e se l'anno scorso Palazzo Ducale - la gallina dalle uova d'oro del sistema - aveva limitato il calo di visitatori a poco più del 7 per cento, nei primi tre mesi del 2009 ne ha persi oltre il 25 per cento (un punto in più del resto dei musei), con un calo complessivo degli incassi del 28 per cento. Per una fondazione che, istituzionalmente, è nata per vivere dei suoi incassi, utilizzando eventuali risorse aggiuntive per migliorare musei e servizi, preoccuparsi è lecito e doveroso, anche perché non è detto che l'Eni assicuri anche per il 2010 i circa 2 milioni di euro garantiti quest'anno. «L'impegno è anno per anno - conferma Parenzo - e dovremo essere bravi a mantenerlo, ma c'è da dire che per ora abbiano raccolto poco anche da quelli che dovevano essere i soci partecipanti della fondazione. E' inevitabile andare, oltre che a una razionalizzazione degli orari, già avviata, a quella dei servizi». La convenzione con Venezia Musei - l'associazione d'imprese e cooperative che finora ha gestito i servizi museali - è già scaduto ed è prorogato fino a giugno. «Faremo una nuova gara - spiega Parenzo - su basi diverse, che tengano anche conto della situazione attuale della riduzione di incassi e visitatori». Per fronteggiare il trend negativo sono al vaglio campagne promozionali, incentivazione ai mediatori dei gruppi organizzati e offerte speciali su specifici segmenti turistici. Correr raddoppiato, Ca' Pesaro liberato - Nonostante tutto, la Fondazione musei Civici investirà sulle sue strutture museali, come ha spiegato ieri Romanelli, con novità importanti soprattutto per Correr e Ca' Pesaro. «Nel giro di pochi anni - ha spiegato Romanelli - il Correr in pratica raddoppierà, con l'apertura di 15 nuove stanze nell'ex Palazzo Reale, dopo la prima già inaugurata, grazie al contributo del Comitato di salvaguardia francese. A Ca' Pesaro, invece, è già iniziato il trasloco dei depositi dal secondo piano della Galleria d'arte moderna, portandoli in un nuovo spazio al Vega di Marghera. In questo modo creeremo al secondo piano una sorta di Laboratorio Ca' Pesaro, esponendo parte delle collezioni e organizzando anche mostre». Altro ampliamento in programma è quello del Museo Fortuny, con il recupero, dopo anni, del terzo piano. A Palazzo Ducale, dopo la facciata della Chiesetta di San Nicolò e la Scala dei Giganti, via al restauro delle Logge. Futurismo confermato - Saranno Futurismo 100-Astrazioni al Museo Correr, e In-Finitum, a Palazzo Fortuny, e due mostre principali dell'attività espositiva del 2009, entrambe a giugno, con la rassegna sul Futurismo ufficialmente confermata ieri da Parenzo, dopo i lunghi patemi sui finanziamenti. Prima in programma Palladio ea Venezia al Correr a maggio e Luciano Gaspari e il vetro al Museo del Vetro di Murano, più o meno nello stesso periodo. La mostra sul Futurismo - ha spiegato Romanelli - avrà un taglio orioginale perché degli artisti del movimento proporrà il solo Balla (oltre a Russolo), ma indagherà piuttosto i movimenti che hanno avviato il cammino verso il futurismo o che da esso sono derivati lungo il percorso dell'astrazione, da Mona Picabia, da Delaunay e Kupka a Duchamp, sperando che pubblico e incassi seguano.