QUATTORDICI capolavori degli impressionisti torneranno in Israele. Là Francia ha acconsentito a restituire, sotto la forma di prestito a lungo termine, una lista di opere sottratte ai ricchi mercanti e galleristi ebrei durante la Seconda guerra mondiale. Nel 1949, i quadri che erano in dotazione dello Stato francese, furono assegnati provvisoriamente alla Direzione dei Musei francesi che le distribuirono in tutto il paese. Nelle opere, selezionate da esperti israeliani in un gruppo di duemila (sul totale di centomila, 61.000 sono tornate già in possesso dei pro-prietari o vendute all'asta), lascerà il Musée d'Orsay anche il celebre olio di Claude Monet Il campo di papaveri, realizzato tra il 1873 e '74, ed esposto nel 1874 alla prima mostra impressionista nello studio del fotografo Nadar. Fu dipinto ad Argenteuil, in un periodo particolarmente felice per l'artista, quando viveva su un barcone ancorato ai bordi della Senna e quotidianamente si calava in quella spettacolarità della natura che tanto lo avrebbe affascinato fino alla morte, avvenuta nel 1926. Di dimensioni non straordinarie, 50 centimetri per 65, è tutto concentrato sul paesaggio disegnato con brevi e veloci pennellate punteggiate di rosso in cui s'intravedono, una volta in primo piano e la seconda, appena abbozzati e sbalzati come un eco nel fondo, la moglie Camille e il figlio Jean, mentre passeggiano, appunto, in un campo di papaveri rossi. Dei proprietari del quadro, che il Musée d'Orsay vedrà partire con rim-oianto. non si sa nulla. Verosimilmente potrebbe essere stato ceduto in prima battuta al suo caro amico e gallerista conosciuto a Londra, Paul Durand-Druel, tra i pochi a sostenere anche materialmente l'impressionismo agli inizi. Ma è una supposizione non suffragata da certezze, perché successivamente il quadro avrà preso altre strade, magari avrà pure varcato l'Oceano per essere esposto in una mostra a New York nel 1911, per poi ritornare a casa in Europa. E forse finire tra i dipinti della collezione di Don Etienne More-au-Nélaton come appare all'Orsay. D'altronde è proprio a Parigi che in quel periodo si sarebbero formate collezioni, acquistate con pochi franchi, da fare invidia nei decenni successivi a istituzioni e privati appassionati d'arte - e di affari subito fiutato -, che si sarebbero affrettati a comprare gioielli assoluti e firme che poi sarebbero diventate delle star mondiali. Tra le opere pronte a partire figurano una natura morta di Pierre-Auguste Renoir e un'altra di Henry Fantin Latour, due dipinti di Alfred Sisley, che forse raffigurano qualche paesaggio della Provenza, ora custodite al "Jean Cheret" di Nizza e di un gruppo di artisti esposti al Louvre. Nel 2000, al fine di superare la legislazione francese, secondo la quale nessuna rivendicazione di questo tipo può passare attraverso i tribunali, si ipotizzò una restituzione sotto forma di prestito a lungo termine. Offerta che ora viene concretizzata e dimostra la "grande amicizia" tra Francia e Israele.
La Francia restituisce a Israele i capolavori rubati dai nazisti
Quattordici opere d'arte impressioniste, tra cui il celebre "Il campo di papaveri" di Claude Monet, saranno restituite a Israele. Le opere, scelte da esperti israeliani, saranno prestate al Musée d'Orsay per un periodo di tempo indeterminato. Il quadro di Monet, dipinto tra il 1873 e '74, rappresenta una scena di paesaggio con la moglie e il figlio del pittore. Le opere saranno restituite in seguito, forse al Louvre o in altre istituzioni israeliane. La restituzione è stata possibile grazie a un accordo tra la Francia e Israele, che ha superato la legislazione francese che vietava le rivendicazioni di questo tipo.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo