La questione di via Chiaia non è più solo un braccio di ferro di residenti e commercianti contro il Comune. Quei rappezzi fatti con l'asfalto che umilia la bellezza dei quadroni di pietra lavica, hanno fatto storcere il naso anche alla soprintendenza, che ha scritto al Comune: avete rovinato via Chiaia, ripristinate immediatamente la pavimentazione originale. La lettera, a firma del soprintendente Stefano Gizzi e della responsabile del procedimento Paola Bovier, è indirizzata all'assessore alla mobilità, Agostino Nuzzolo. Nove righe in tutto, nelle quali si chiede un intervento urgente. A pochi anni dall'autorizzazione al rifacimento della strada (era il 2005) con l'utilizzo di materiali che ne accrescevano la bellezza, la soprintendenza «constata che i benefici sono stati vanificati ala manutenzione inadeguata che codesta amministrazione sta perpetuando; infatti la pavimentazione, ad oggi, risulta dissestata e rappezzata con l'asfalto». Dopo aver fatto un preciso quadro della situazione, la soprintendenza passa alle richieste ufficiali: «Per la tutela del sito si prescrive l'immediato ripristino della pavimentazione con l'uso dei materiali lavici, come da progetto autorizzato dal nostro ufficio». E la conclusione della missiva, datata 3 aprile, è perentoria: «Si resta in attesa di un urgente riscontro». Il riscontro arriverà lunedì prossimo, quando l'assessorato alla mobilità scriverà alla soprintendenza per dare la sua versione e annunciare l'immediato piano per ripristinare la pavimentazione originale: «Resta tutto legato al riposizionamento dei dissuasori - spiega l'assessore Nuzzolo - quando la strada tornerà ad essere bloccata alla libera circolazione, faremo partire una ordinanza che impone il divieto di accesso anche per il carico e lo scarico delle merci negli esercizi commerciali della zona. I danni maggiori sono stati creati proprio dai mezzi pesanti. Se ripristiniamo la pavimentazione e non blocchiamo i camion, in un mese sarà di nuovo tutto rotto». l'intervento urgente è chiesto, con forza, dalla municipalità. In prima linea ci sono il presidente Chiosi e il vicepresidente Tesorone che si stanno attivando per la rapida installazione dei dissuasori: «Ma subito dopo sarà necessaria una precisa ordinanza che limiti gli accessi nella zona - spiega Maurizio Tesorone -. le merci andranno lasciate all'esterno e portate su via Chiaia con carrelli elettrici. Le auto dei residenti dovranno essere obbligate a entrare e uscire dallo stesso varco per limitare i passaggi e restituire pienamente ai pedoni la strada-gioiello del quartiere e della città». Il programma di ripristino della pavimentazione originale, in pietra lavica, sarà, naturalmente, soggetto a un percorso burocratico «obbligato». Bisognerà cercare i fornitori, stabilire un prezzo, trovare una maniera per rendere l'acquisto il più rapido possibile, e poi stabilire l'avvio dei lavori. La burocrazia è nemica della rapidità: «Ma noi ci proveremo», assicura l'assessore Nuzzolo.
CAMPANIA - questione di via Chiaia
La soprintendenza ha scritto al Comune di Napoli per richiedere l'intervento urgente per ripristinare la pavimentazione originale di via Chiaia, che è stata danneggiata dalla manutenzione inadeguata. La strada, che era stata autorizzata al rifacimento con materiali lavici nel 2005, è stata coperta con l'asfalto e ora è dissestata. La soprintendenza ha richiesto l'immediato ripristino della pavimentazione con i materiali lavici e ha chiesto di aspettare un riscontro dall'assessorato alla mobilità.
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