Affidato l'incarico per la fattibilità. La spesa? Cento milioni, venti l'anno fino al 2014 Alemanno riprende il progetto di Rutelli, ma lo sposta di là dal Tevere La prima riunione nello studio del sindaco, con Roma Metrolitane, la ditta Astaldi e Marchi. Coinvolti anche La Regina e Bottini Sarà pure un «sogno», come lo ha definito il sindaco Gianni Alemanno. Ma l'idea di riprendere il progetto, che fu di Rutelli, del sottopasso intorno al Vaticano ha mosso già i primi passi. In testa, c'è un'idea: realizzare l'opera non dove voleva l'ex sindaco, e quindi sotto all'entrata di Castel Sant'Angelo, ma sull'altra sponda del Tevere. Una quindicina di giorni fa, infatti, Alemanno ha riunito nel suo studio un gruppo ristretto: l'assessore alla Mobilità Sergio Marchi, il deputato del Pdl (e futuro coordinatore regionale) Vincenzo Piso, l'ad di Roma Metropolitane Federico Bortoli (sarà riconfermato nel suo incarico), i vertici della ditta Astaldi che all'epoca vinse la gara per realizzare il sottopasso. In un secondo momento, saranno chiamati due super esperti: l'ex sovrintendente di Roma Adriano La Regina (che ha già dato la sua disponibilità) e l'ex soprindente statale ai Beni archeologici Angelo Bottini. Un tavolo di lavoro sotto la direzione di Roma Metropolitane, che si occuperà di realizzare uno studio di «pre-fattibilità» sul nuovo sottopasso di Castel Sant'Angelo. Un lavoro che, nelle intenzioni del Campidoglio, dovrebbe concludersi entro giugno: a quel punto, in Comune, sapranno se il sottopasso si può realizzare, quanto potrebbe costare e quanto tempo ci potrebbe volere. Alemanno, nella riunione di quindici giorni fa, si è fatto tirare fuori dai cassetti gli studi fatti all'epoca di Rutelli: tra questi, naturalmente, i progetti elaborati dalla Astaldi. Il sindaco, ai suoi, ha detto: «Rutelli fece un pasticcio. Noi dobbiamo fare un altro progetto...». E le critiche del '96? «Non eravamo contro per motivi ideologici, ma per come veniva realizzata quell'opera: il rischio, reale, era che cadesse Castel Sant'Angelo», spiega oggi Alemanno. L'obiettivo, allora, è quello di aggirare il problema principale dell'epoca: il rischio che il sottopasso intaccasse la stabilità del Castello. E, per farlo, il gruppo messo su da Alemanno metterà nel bando di assegnazione un criterio imprescindibile: quello studio scientifico sulla stabilità del monumento che mancò nel '97. E le accuse di copiare Rutelli? «L'idea, di per sé, era giusta. Ma Rutelli fece un pasticcio, mentre noi faremmo un altro progetto...», ripete Alemanno. Già, ma i soldi chi li mette? «Basterebbero un centinaio di milioni, venti l'anno circa. E potremmo avere dei contributi del Cipe». Le tappe sono segnate: entro giugno lo studio di pre-fattibilità, poi l'approvazione in consiglio comunale, infine il bando di gara. C'è una perplessità: «Evitare che il sottopassino crei problemi alla nuova opera da realizzare». Impresa, anche questa, tutta da verificare.