«Rivolgerò un'interrogazione "question-time", a risposta immediata - dice Andrea Colasio, deputato della Margherita - al ministro Urbani per sapere se, secondo lui, la concertazione tra la Soprintendenza, organo di tutela, e l'amministrazione comunale di Padova e la direzione dei lavori per l'insediamento del metrobus sia sufficiente, dal momento che tiranti e ganci sono stati piazzati come capita, suscitando l'esposto del parroco di Santa Croce che reputo più che motivato. Ho fatto un giro in città e mi sono trovato davanti a uno spettacolo che non mi sarei mai aspettato: angoli di pregio storico-architettonico invasi da fili e tiranti, il cono d'osservazione prospettica delle architetture nel loro contesto paesaggistico completamente falsato. Ci sono alcuni punti della città in cui si ha l'impressione di trovarsi in una stazione ferroviaria. Di fronte a questo insediarsi di impianti che sconvolge le strade e ci mostra un cielo a scacchi quasi fossimo in galera, non si può non restare scandalizzati, non si può non far risaltare lo iato impressionante tra promesse e fatti: una struttura non invasiva, s'era detto, che non avrebbe spostato i sottoservizi che avrebbe lasciato la città netta e tersa più di prima: una pennellata, questo metro-bus, se paragonato al tram di Zanonato che, secondo Menorello e soci, avrebbe arato le strade e scavato trincee. A questo punto chiederò al ministro di verifica-re se questi lavori si svolgano nel monitoraggio costante degli organi di controllo e se alla Sovrintendenza sia stata passata la documentazione necessaria per avere un'informazione adeguata su lavori e progetti. E' vero che il ricorso alla Procura è l'ultima ratio, ma è una atto dovuto se non vengono rispettate le regole poste a tutela di un patrimonio storico, artistico e ambientale che, pubblico o privato che sia, appartiene a tutti».