Teatro Bondi nomina Alemanno per tre mesi. Marrazzo: è un errore Il teatro dell'Opera di Roma è stato commissariato. Lo ha deciso il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, che ieri mattina, al termine di una riunione con i soci fondatori, ha firmato il decreto di scioglimento del consiglio di amministrazione, nominando il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, commissario straordinario dell'ente lirico per tre mesi. Oltre al cda decadono il sovrintendente Ernani e il direttore artistico Sani, ha precisato in una nota il ministero. «Il provvedimento si è reso necessario è spiegato ancora nella nota a causa della mancata approvazione del bilancio consuntivo 2008 e del bilancio previsionale 2009, nonché per le allarmanti previsioni riguardanti le perdite finanziarie del biennio». Una decisione che non è piaciuta per niente al governatore del Lazio, Piero Marrazzo: «La considero un grave errore. Un atto che compromette il clima di collaborazione sin qui avuto tra i soci della fondazione». Per Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma, si tratta di «una scelta francamente incomprensibile. Oltretutto viene scelto come commissario il sindaco, quando solo pochi giorni fa lo stesso Alemanno si era impegnato affinché fosse scongiurato il commissariamento ». Ancora più dura la reazione della Cgil: «È la controprova della volontà di assumere, in modo pretestuoso, il controllo di importanti istituzioni culturali in spregio a qualsiasi regola di confronto con gli organismi gestionali e le rappresentanze ». La Cgil di settore attribuisce il provvedimento ai tagli stabiliti dalla Finanziaria per il Fondo unico per lo spettacolo (Fus), alle mancate erogazioni a livello decentrato e al «fallimento in buona parte della legge istitutiva delle fondazioni lirico sinfoniche». E a proposito di sindacati, Fials, Cisal e Libersind Confsal hanno già annunciato lo sciopero a oltranza per tutte le rappresentazioni di Les Ballets Russes e tutte le recite dell'opera