Chiesti interventi per aiutare il territorio in crisi Un convegno riflette sul futuro della Reggia. Non tutti sembrano convinti della scelta del "parco a tema' ' dedicato alle bellezze del mondo. IL RECUPERO della Reggia di Venaria deve avere una risonanza internazionale, ma tenere conto anche delle ricadute sul territorio. Di questo si è discusso ieri pomeriggio nella sala del consiglio comunale di Venaria in occasione del convegno "La Reggia di Venaria dopo il restauro, quale futuro per la città?" promosso dalla sezione locale dei Comunisti italiani, presente il capogruppo del Pdci alla Camera Marco Rizzo. Il quale ha ascoltato con attenzione la relazione "del direttore dei Beni culturali regionali Alberto Vanelli sull'avanzamento dei cantieri, i futuri utilizzi (dal percorso che ricostruisce la storia dei Savoia tra Sei e Settecento al Centro del Restauro, mentre sembra ormai certa la destinazione delle Scuderie juvarriane a "parco a tema" sulle bellezze del mondo dichiarate dall'Unesco patrimonio dell'umanità) e le infrastrutture (da un nuovo svincolo della tangenziale, a un migliore utilizzo della ferrovia ai parcheggi) che dovranno rendere l'ex residenza sabauda più facilmente raggiungibile. "Tra i soldi investiti nei cantieri, gli interventiper la viabilità e il recupero def centro storico, la spesa complessiva dei lavori si avvicina ai 500 miliardi delle vecchie lire, rendendo questo cantiere uno dei più importanti in Europa" ha detto Vanelli. Rizzo, che ha smentito decisamente l'ipotesi che per la Venaria si lanci un concorso internazionale di idee Rizzo (Pdci) ha sollecitato un maggiore raccordo con l'area circostante. Radicioni: "Forse era meglio una scuola sui parchi" (come affermato durante la sua ultima venuta a Torino, meno di un mese fa, dal ministro Giuliano Urbani) ha invece insistito sulla necessità che questo grande sforzo si trasformi in un'occasione di rilancio dell'intero territorio, con conseguenze anche sul piano sociale ed economico. Un territorio, ha aggiunto Vanelli "tra i più difficili dell' area metropolitana torinese, che finora non presentava certo una vocazione turistica, ma che anzi per una serie di cause legate allo sviluppo e alla crisi dell'industria si profila come area di declino". Proprio a questo proposito, l'urbanista Raffaele Radicioni ha espresso scetticismo e delusione sulle destinazioni decise per la Reggia e il parco della Mandria, che non dimostrano una connessione con la città di Venaria: "Avrei visto meglio una grande Scuola di formazione di livello europeo sul tema dei parchi e giardini delle residenze reali, una sorta di Accademia Chigiana del paesaggio: si sarebbero potute convogliare così molte presenze stabili e qualificate dall'estero, creando un vero e proprio indotto, con strutture di ricezione e commerciali diffuse sul territorio. In questo modo invece mi pare che si privilegi un'utenza di tipo turistico".