LIRICA. DOPO IL COMMISSARIAMENTO DELL'ENTE, AFFIDATO PER TRE MESI AD ALEMANNO Un commissariamento senza «fondamento giuridico» o forse un «disegno» per eliminare una persona di «disturbo». Con queste parole Francesco Ernani, già sovrintendente dell'Ente Lirico Arena di Verona lascia, dopo dieci anni, la gestione del Teatro dell'Opera di Roma a causa del commissariamento deciso venerdì dal ministro per i Beni Culturali Sandro Bondi, ma punta il dito contro il percorso che ha portato alla decisione di affidare per tre mesi la gestione commissariale al sindaco della Capitale Gianni Alemanno. L'ex sovrintendente ha organizzato ieri un incontro per salutare e ringraziare chi ha lavorato al suo fianco. Ma soprattutto, per dire che il commissariamento «privo di fondamento giuridico» si poteva evitare. «Ho parlato al sindaco di un deficit di 4.409.000 euro - ha spiegato - che si poteva coprire con l'importo di 3.249.643 euro riscosso durante il 2008 a titolo di ricapitalizzazione ai sensi della legge n.2442007 e con la quota residua del contributo del Comune di Roma di 1.500.000 euro destinata a spese di manutenzione». Ma il sindaco, neo-commissario, non ci sta e a poche ore dal passaggio di consegne con l'ex sovrintendente, replica: «Mi stupisco che un professionista serio come Ernani insista a non prendere atto delle cifre sui conti del Teatro dell'Opera. Al netto del taglio del Fondo Unico per lo Spettacolo, rimettendo i soldi che c'erano l'anno scorso, siamo sotto di 5 milioni di euro e questo non si può negare. Con questo disavanzo il ministero era obbligato a commissariare». La versione del sindaco, non ha convinto i sindacati che annunciano uno sciopero ad oltranza a partire dalla prima di «Les Ballets Russes» che dovrebbe andare in scena martedì . Carla Fracci, direttrice del corpo di ballo del teatro, è indignata: « Spero ci sia coscienza e intelligenza: un teatro va portato avanti da persone che lo conoscono».