Archiviato il parcheggio, lunedì aprono i cantieri per restauro del colle Entro l'estate l'intera area verrà riqualificata e saranno anche visibili e visitabili resti archeologici finora coperti. Alemanno annuncia: "Ho il sogno di realizzare il sottopasso di Castel Sant'Angelo». Rutelli applaude. Lunedì partono i lavori al Pincio. E' stato approvato il progetto e dalla prossima settimana inizia l'opera di ricopertura e di realizzazione del sito archeologico in modo tale che sia visitabile la parte emersa dagli scavi effettuati: Gianni Alemanno riapre il sipario sui giardini del Pincio per annunciare la riapertura del cantiere. «In pochi mesi dovremmo essere in grado di riconsegnare il Pincio completamente restaurato ai cittadini - dice ancora il sindaco -. È uno sforzo di riqualificazione significativo per la nostra città e un segnale importante". L'occasione per annunciare la riapertura dei cantieri al Pincio è lariqualificazione dei giardini di Castel Sant'Angelo, dove con 480mila euro sono state realizzate la cancellata perimetrale, la potatura e messa in sicurezza degli alberi e la bonifica ambientale. «Un intervento organico per restaurare e mante nere il decoro, la sicurezza e la bellezza di questo luogo», dice l'assessore all'Ambiente Fabio De Lillo. «È stata anche ripristinata parte dell'illuminazione che non funzionava. È nei nostri programmi effettuare ulteriori interventi di manutenzione straordinaria che prevedono la sistemazione delle murature dei bastioni e la riattivazione dell'impianto di irrigazione». «Qui siamo nel cuore del mondo tra San Pietro e il centro storico, e dobbiamo essere all'altezza di questo patrimonio», dice ancora il sindaco annunciando che sta pensando al sottopasso a Castel Sant'Angelo. «Ho un grande sogno, per ora solo un sogno: abbiamo intenzione di tirare fuori i progetti per realizzare il tunnel che potrebbe liberare la zona di Castel Sant'Angelo dal traffico, visto che il cosiddetto sottopassino non è sufficiente. Ho dato mandato agli assessori all'urbanistica e alla mobilità, nonché ai tecnici che allora se ne stavano occupando, di studiare la fattibilità di questo progetto», conclude. «Mi fa piacere che Alemanno abbia cambiato idea», dice Francesco Rutelli. «È un cambiamento fragoroso quanto le sue polemiche contro il sottopasso all'epoca in cui mi battevo per realizzarlo».