I musei italiani sono in crisi? A scorrere i dati 2008 pubblicati dal ministero dei Beni Culturali (e quelli del primo trimestre 2009 relativi alla Toscana), pare di sì. Eppure c'è una - illustre - opinione contraria. Quella di Vittorio Sgarbi, che dopo aver discusso a Matrix con il supermanager Mario Resca ha ribadito a Libero le sue perplessità sulle cifre diffuse dal MiBac. Il ministero dice che nel 2008 la pinacoteca di Brera è uscita dalla top trenta dei musei italiani. Che ne pensa? «Era anormale che ci fosse prima. Era in condizioni di totale disfunzione, ma adesso le cose sono cambiate. Diffondere i dati del 2008 è autolesionistico. Negli ultimi tre mesi il pubblico dei musei è cresciuto, così come quello che frequenta le librerie. A Palazzo Reale a Milano i visitatori sono ancora di più rispetto a quando io ero assessore. Brera non ha mai avuto tanto successo come con la recente mostra di Caravaggio. I primi mesi del 2009 vanno nella tendenza opposta rispetto al 2008». Secondo lei perché il pubblico aumenta? «C'è crisi, e la gente invece di fare la gita fuori porta rimane in città. E va a vedere le mostre. Di più: compra pure i cataloghi. Chiedete ad Artemisia o a Skira, vedrete che confermeranno. La mia mostra Arte, genio, follia a Siena lo scorso fine settimana ha avuto 7000 visitatori». Però i dati del ministero mostrano una situazione diversa. «Al ministero sono senza testa. Non serve a niente piangere su un dato del 2008. Fanno del catastrofismo in controtendenza rispetto all'ottimismo berlusconiano. Questo dimostra che nel Mibac c'è una classe dirigente comunista che porta avanti operazioni denigratorie e anche false. Proprio il caso di Brera lo dimostra. Non ho dubbi sul fatto che ci sia una schizofrenia ministeriale. Diffondere questi dati serve a denigrare lo stesso ministro. Scriva pure: il ministro ombra Vittorio Sgarbi contraddice i dati del ministero».