La crisi. Crollo di presenze, anche in quelli gratuiti: soltanto colpa della diminuzione di turisti?. Uffizi -l9, Accademia 25. Falletti: sono in allerta Nel mese di marzo ci sono stati 116.510 visitatori in meno nei musei fiorentini. Dati preoccupanti, che non risparmiano nemmeno le esposizioni gratuite. Acidini: «Serve una riflessione». Un 2009 cominciato all'insegna del «meno» per i musei fiorentini. Colpa della crisi. E se il turismo registra un calo del 7-8 dall'ultimo trimestre del 2008, per i musei la situazione è più nera. La Soprintendenza al polo museale fiorentino ha diffuso i dati di affluenza relativi al mese di marzo 2009 messi e il risultato lascia a bocca aperta. Se nel terzo mese del 2008 gli Uffizi hanno segnato più di 149 mila ingressi, quest'anno nello stesso periodo ne sono stati calcolati circa 120 mila, con una flessione del 19,36. Ancora peggiore la situazione della Galleria dell'Accademia, passata dai 128 mila visitatori nel marzo 2008 ai 90mila del marzo 2009 (-28,37). Seguono le Cappelle Medicee e la Galleria Palatina, che hanno registrato rispettivamente un calo del 41,43 e 40,69. Per non parlare dei musei gratuiti del polo, come la Villa Medicea di Petraia, che segna -60, il chiostro dello Scalzo con un analogo -63 e la villa Medicea di Poggio a Caiano, che arriva a -30. In tutto, mancano 136 mila visitatori. «Il significato è abbastanza evidente ha dichiarato la soprintendente al polo museale Cristina Acidini e conferma quanto segnalato dalle categorie economiche: un calo consistente e generalizzato delle presenze in città. Se anche i musei gratuiti scendono, dimostra che a Firenze vengono molte meno persone». Ma non è solo un problema di scelte di «spesa del turista»: «Serve continua l'Acidini una riflessione sulle politiche di accoglienza a Firenze». Difficile capire dove sta l'intoppo altrettanto difficile credere che i musei fiorentini abbiano improvvisamente perso il loro appeal. «Ci si aspettava un calo dice Franca Falletti, direttrice della Galleria dell'Accademia e sinceramente, prima di preoccuparmi aspetto che siano passati i primi mesi dell'anno. Un buon banco di prova sarà già questo mese con la Pasqua, il 25Aprile e subito dopo il primo maggio. Sono in allerta ma non in ansia. Cerco di stare attenta, di non spendere troppo. Ma prima di prendere decisioni drastiche, aspetto di capire dove ci porterà questa crisi e quanto durerà». «Per quanto riguarda l'Accademia continua Falletti essendo molto legata al pubblico americano, il calo era prevedibile. Ma d'altronde era già accaduto subito dopo l'attentato dell'11 settembre, e in quel caso si risalì molto velocemente grazie anche all'afflusso di turisti di altre provenienze. Adesso staremo a vedere se sarà un crollo momentaneo, come altri ce ne sono stati, oppure no». Ma i dati parlano chiaro, «Sì, è vero prosegue la direttrice ma un conto è un calo del 20 nel mese di gennaio e un altro è lo stesso calo nel mese di giugno». Nemmeno Antonio Natali, direttore della Galleria degli Uffizi, si dispera di fronte al segnali negativi. «La crisi è sotto gli occhi di tuffi e con l'andazzo che c'è noi andiamo ancora bene spiega quello che vedo è un museo sempre pieno. Non ci si può fermare a un dato singolo, anche se è preoccupante in quanto termometro della situazione. Penso che non sia la cultura ad attrarre meno». Diversa la spiegazione di Learco Nencetti, della Consal Unsa: «Ieri agli Uffizi le sale chiuse erano 9, a dispetto di un incremento di otto unità nel personale di custodia sottolinea il sindacalista può darsi che il calo delle presenze sia dovuto anche alla chiusura delle sale», Tra i tanti segnali negativi, l'unico dato consolante è quello di Palazzo Davanzati. «Crediamo che sia successo grazie al bel restauro che lo rende progressivamente più agibile» dice la soprintendente Acidini. che conclude: «Ci auguriamo che la splendida mostra I marmi vivi rinnovi la capacità attrattiva del Museo Nazionale del Bargello. Così come dovrebbe accadere con le due mostre che apriranno ad Accademia e Uffizi»