Galan atterrito dalle ipotesi Bonaiuti o Brambilla Caro Bondi, resta dove sei. La Regione Veneto è stata la prima a stringere un accordo organico con il ministero dei Beni Culturali per una prima forma di federalismo culturale. Al centro dell'accordo la necessità di avviare la redazione congiunta del primo piano paesaggistico regionale, con la possibilità di iniziative simboliche a tutela del territorio veneto, come l'abbattimento di «ecomostri» sorti negli anni sul territorio. Un nuovo centro di restauro regionale basato sulle sedi di Venezia e Verona e la costituzione del Parco archeologico dell'Alto Adriatico. E ora il presidente Giancarlo Galan vede come il fumo negli occhi la possibilità sempre più concreta che il ministro-poeta lasci la poltrona di via del Collegio Romano per emigrare su quella di nuovo coordinatore del Partito della Libertà, come chiede il premier Silvio Berlusconi. Preoccupano Palazzo Balbi soprattutto le alternative, da quella più concreta di Paolo Bonaiuti, attuale portavoce del presidente del Consiglio. A quella della rossa Vittoria Brambilla, che attende ancora di essere beneficata dal premier, e che potrebbe unificare in un unico soglio Beni Culturali e Turismo. A quella, non certo più gradita, che propone il nome di Gaetano Quagliariello, vicepresidente del gruppo Pdl al Senato. Bondi, intanto, tentenna, combattuto se obbedire e tornare al partito o restare al Ministero, visto che mantenere i due incarichi sembra obiettivamente impossibile. Per questo Galan ha lanciato il suo appello al ministro della Cultura «affinché resti al suo posto». «Ogni tanto giungono voci su cambi al vertice del ministero per i Beni e le Attività Culturali - afferma Galan - E così ogni tanto mi preoccupo. Il ministro Sandro Bondi, in tempo di vacche assai magre per i bilanci della cultura, sta facendo bene». Secondo Galan, infatti, Bondi si è impegnato su vari fronti a sostegno di progetti che mirano a «far crescere e sviluppare una politica culturale degna di questo nome, soprattutto se si pensa ai problemi e alle ambizioni di cui questo settore della pubblica amministrazione deve farsi carico. Caro Sandro, resta al tuo posto - conclude Galan - a chiedertelo è il presidente di una Regione che di Beni culturali e di Beni paesaggistici ne ha quanti molti pianeti dell'universo non riuscirebbero ad averne nemmeno fra miliardi di anni». Bondi ha garbatamente ringraziato, ma senza impegno. «C'è stato uno scambio di cortesie ha precisato Galan e gli ho ribadito che non deve muoversi nemmeno per sogno dal ministero. Gli ho confermato la mia disponibilità a fare qualunque cosa perché continui a fare il proprio lavoro».
Veneto. Bondi per favore resta
Il presidente della Regione Veneto, Giancarlo Galan, ha espresso la sua preoccupazione per la possibile uscita del ministro Sandro Bondi dal ministero dei Beni Culturali. Galan ha lanciato un appello al ministro per restare al suo posto, sottolineando il suo impegno per la politica culturale e la necessità di continuare a lavorare per lo sviluppo del settore. La Regione Veneto è stata la prima a stringere un accordo organico con il ministero dei Beni Culturali per una forma di federalismo culturale. Il centro di restauro regionale e il Parco archeologico dell'Alto Adriatico sono stati tra le iniziative proposte.
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