La statua potrebbe essere utilizzata dalla Protezione civile come testimonial al summit nell'isola della Maddalena Lunedì 6 aprile, Guido Bertolaso riceverà il Gonfalone d'argento del Consiglio regionale. Il viaggio a Firenze, su invito del presidente dell'assemblea, Riccardo Nencini, e del presidente della commissione ambiente e territorio, Erasmo D'Angelis, potrebbe per servire al capo della protezione civile a risolvere un problema che lo assilla: individuare un'opera d'arte di valore mondiale da esporre, temporaneamente, alla Maddalena durante il G8. Serve un «pezzo» che sia grande testimonial dell'Italia. Da mostrare a Obama, alla Merkel, a Sarkozy, ai leader invitati nella veste di osservatori e all'esercito di giornalisti al seguito. Berlusconi aveva scelto i Bronzi di Piace. Ma la Calabria si è opposta. Firenze è una miniera. E fra i tanti gioielli incastonati nei suoi musei ne conserva uno restaurato in occasione del quarantesimo anniversario dell'alluvione (4 novembre 2006) proprio grazie al generoso contributo della protezione civile: il David di Donatello. Ossia l'immagine medita dell'eroe-pastore, tradizionale protettore della Repubblica fiorentina, realizzato intorno al 1420. Donatello stava per partire per Padova: modellò nel bronzo un adolescente efebico, umile e nudo, capace di sconfiggere la superbia e la forza bruta. Firenze potrebbe offrirlo in prestito. pensando. Ma fare la proposta, e superare d'un balzo le polemiche che quasi certamente potranno scatenarsi, significa dare un contributo non solo a lui, ma al Paese. E a questa città. Significa scavalcare la visione criptica, di pura conservazione, con un'apertura straordinaria: portare al meeting, che cercherà di ridare nuovo slancio all'economia mondiale, un esempio dell'arte italiana del Rinascimento, cioè nel momento di maggior fulgore. Tecnicamente pare non ci siano problemi. Il David è alto 158 centimetri e la sua base non supera i 51. Il know how in possesso degli esperti nazionali dei beni culturali permetterebbe un trasferimento a rischio zero. E al limite ci potrebbe essere una soluzione di ripiego: inviare alla Maddalena la copia fatta per il restauro. Ma sarebbe, appunto, un ripiego. Oggi, con le dovute precauzioni, le opere d'arte possono essere ambasciatori efficaci. L'idea de «La Nazione» prende spunto anche da un dibattito recente, nato dopo la scoperta che il Louvre ha stipulato un accordo miliardario con gli Emirati Arabi per permettere a Abu Dhabi di usare il marchio e esporre alcune opere per una trentina d'anni. Al presidente della Regione Toscana, Claudio Martini, venne l'idea di proporre di esportare un «pezzetto» di Uffizi. E l'iniziativa, archiviata per ora nell'incontro con un ministro emiratino, non dispiacque a un signore del marketing culturale come Mario Resca, consigliere per le politiche museali del ministero. Ecco, questo potrebbe essere un modo per contribuire a risolvere un problema di Bertolaso e della protezione civile, che da mesi sta lavorando all'organizzazione del G8. Arriverà un diluvio di polemiche? Pazienza. Pensiamo ai connazionali di Obama e della Merkel che vedranno i loro premier, in fotografia e in tv, davanti al David di Donatello. E sentiranno parlare di Firenze.