Pronta la bozza del decreto che segue l'intesa sull'edilizia sarà discusso con le Regioni e approvato prima di Pasqua Niente Dia per le manutenzioni straordinarie, meno poteri alle Soprintendenze Non servirà più la denuncia di inizio attività per la manutenzione straordinaria, per il cambio di destinazione d'uso, per la pavimentazione di aree esterne, comprese quelle di sosta, e per una serie di altri interventi, che diventeranno tutti liberi . E' una delle semplificazioni contenute nella bozza del decreto legge che dovrà accompagnare l'accordo con le Regioni in materia di edilizia. Il testo verrà discusso con gli enti locali a partire da domani, per essere approvato dal Consiglio dei ministri prima di Pasqua. Le nuove norme hanno l'obiettivo di accompagnare le leggi regionali che devono essere adottate entro novanta giorni, e quindi di rendere possibile con modalità il meno possibile gravose gli ampliamenti di cubatura del 20 per cento e i piani di demolizione e ricostruzione. Il testo contiene un ampio ventaglio di semplificazioni, in settori che vanno dai beni culturali all'edilizia scolastica, e sarà accompagnato da un disegno di legge delega con le misure più strutturali, a partire dalla cancellazione del permesso di costruire. Proprio per gli ampliamenti di cubatura servirà la denuncia di inizio attività, e per rendere possibile ciò il decreto prevede che siano sottoposti appunto a Dia anche le opere interrate ai lati della casa (meno quello di accesso), con il limite del 20 per cento di maggior volume. Attualmente la Dia è necessaria anche per le manutenzioni straordinarie, mentre rientrano nell'attività edilizia libera quelle ordinarie, limitate tipologie di eliminazione di barriere architettoniche e le attività di ricerca nel sottosuolo. Questa casistica dovrebbe essere notevolmente ampliata: oltre agli interventi di manutenzione straordinaria (tutti quelli interni alla casa, purchè non aumenti il numero delle unità immobiliari) diventeranno liberi i movimenti di terra che riguardano l'agricoltura, i depositi temporanei di merci e materiali a cielo aperto, le opere d'emergenza, i mutamenti di destinazione d'uso senza opere edilizie, sempre che facciano aumentare il carico urbanistico, le opere di pavimentazione di spazi esterni, anche di sosta, l'installazione di pannelli solari e di serbatoi di gpl. L'unica formalità richiesta per tutti questi interventi sarà una comunicazione da inviare al Comune entro trenta giorni da quando sono stati ultimati «per evidenziare la legittima sussistenza ad ogni ulteriore effetto». Novità importanti anche per i piani urbanistici, che potranno essere attuati anche tramite perequazioni e compensazioni. Nel primo caso si attribuiscono diritti edificatori a proprietà immobiliari che hanno indici di edificabilità inferiori a quella di riferimento in un ambito territoriale; nel secondo i diritti possono andare alle proprietà sulle quali si realizzi un intervento pubblico, a seguito di un accordo tra il Comune e il proprietario. Di notevole impatto saranno poi le norme sulle autorizzazioni paesaggistiche: di fatto, una volta rilasciate dalle amministrazioni competenti, non potranno pi essere annullate dalle Soprintendenze che si limiteranno ad esprimere pareri non vincolanti. In questo campo si accorceranno anche i tempi delle procedure. In base all'intesa raggiunta con il governo saranno, definite le linee generale degli interventi (ampliamenti fino al 20 per cento per le case mono e bifamiliari, demolizione e ricostruzione per gli interi edifici, con esclusione dei centri storici) toccherà alle Regioni stabilire le concrete modalità attuative ed eventuali vincoli legati alle situazioni locali. I presidenti delle si sono impegnati a far approvare le varie leggi regionali entro 90 giorni: se ciò non accadrà lo Stato potrà intervenire con un commissario. Tocca invece allo Stato il compito di stabilire norme generali relative alle procedure, che sono di sua competenza, con l'obiettivo di semplificarle al massimo. Nell'intesa con le Regioni è stato stabilito che verrà approvato entro dieci giorni, cioè entro la fine della prossima settimana, un decreto legge con le prime novità più urgenti, che renderanno possibile l'avvio dei lavori. Seguirà un disegno di legge delega con il quale il governo intende avviare una deregulation più ampia e strutturale di tutto il settore dell'edilizia.
Piano casa, arriva la semplificazione
Il governo ha raggiunto un accordo con le Regioni per semplificare le norme sull'edilizia. La bozza del decreto legge sarà discusso con le Regioni e approvato prima di Pasqua. Le nuove norme hanno l'obiettivo di accompagnare le leggi regionali che devono essere adottate entro novanta giorni. Il testo contiene un ampio ventaglio di semplificazioni, in settori come i beni culturali, l'edilizia scolastica e l'urbanistica. Le nuove norme rendono possibile l'avvio dei lavori senza la necessità di denunce e autorizzazioni, per interventi come la manutenzione straordinaria, la demolizione e ricostruzione, la pavimentazione di aree esterne e la realizzazione di pannelli solari.
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