"È umiliante. Il degrado dell'Abbazia Florense umilia la coscienza civile! Costruita agli albori del XIII secolo, l'Abbazia è stata la culla dell'ordine monastico fondato dal "calabrese abate Giovacchino di spirito profetico dotato" ". Così il sindaco di San Giovanni in Fiore, Riccardo Succurro, in un appello al Vescovo, al Soprintendente e al Presidente della Provincia di Cosenza. "Assurta a potente centro spirituale ed economico-sociale nel corso dei secoli, l'Abbazia Florense - scrive il Sindaco - é considerata dagli studiosi dell'arte un Monumento unico al mondo per le sue peculiarità architettoniche. Consapevoli di questa importanza, il Vescovo della Diocesi di Cosenza, il Soprintendente per i Beni Artistici e Storici della Calabria, il Presidente della Provincia e il Sindaco di San Giovanni in Fiore hanno sottoscritto, nel 1999, un Accordo per la riqualificazione della struttura e per una gestione coordinata e congiunta dell'Archicenobio florense. L'Accordo ha previsto la realizzazione di lavori urgenti per la conservazione del complesso abbaziale e per il superamento di irrazionali separazioni degli spazi che impediscono la fruizione della sala capitolare, dei cori notturni, della cappella ipogea, dei seminterrati, del campanile. L'Accordo ha previsto, inoltre, il recupero dei locali attualmente utilizzati come Casa di riposo per anziani in spazi per attività di pubblico interesse per la conservazione e la valorizzazione dei beni culturali. Al posto della Casa di riposo l'Accordo prevede, infatti, un Museo degli arredi e dei paramenti sacri dell'Abbazia, la costituzione dell'Archivio e della Biblioteca florense, locali per esposizioni temporanee e per grandi mostre, locali per l'accoglienza del turismo culturale ed ecclesiastico, un Centro operativo della Soprintendenza, una scuola provinciale di formazione specialistica per guide turistiche. Nell'ambito del Pit Sila è stato ottenuto un finanziamento di 2.730.00 euro, con una quota di cofinanziamento dell'ente comunale, per la rifunzionalizzazione dell'Abbazia, il consolidamento ed il restauro del complesso monastico e la riconversione dei locali della Casa di riposo in strutture culturali e turistiche. L'attuale Giunta comunale, per esigenze finanziarie, invece di realizzare il progetto complessivo di ristrutturazione del complesso abbaziale e monastico con la conseguente utilizzazione dei locali della Casa di riposo in spazi museali, ha rimodulato il progetto prevedendo interventi solo su una parte dell'Abbazia ed escludendo i lavori di riconversione dell'Ospizio. Oltre ad una risoluzione della vertenza che sta impedendo la realizzazione dei lavori previsti, sarebbe opportuna l'organizzazione di una Conferenza di servizio con Regione, Provincia, Comunità Montana, Soprintentendenza, Curia diocesana e Centro Studi Gioachimiti per riprendere l'Accordo di una riqualificazione di tutto il complesso abbaziale; l'Amministrazione Comunale potrebbe concedere, in comodato d'uso, altri locali nei quali allocare la Casa di riposo (salvaguardando così i lavoratori) per destinare tutti gli spazi dell'Abbazia ad attività culturali, spirituali, religiose e turistiche. L'Abbazia Florense è un patrimonio unico, rappresenta la millenaria storia della nostra città ed il simbolo dell'utopia di Gioacchino da Fiore: facciamola diventare un centro coordinato di cultura, arte, religione, spiritualità e promozione turistica".