assessore regionale ricorda che era già possibile ampliare le villette e spostare cubature da una parte allaltra delle città Conti: da due anni le stesse regole. Previsto un giro daffari di 8 miliardi "Daccordo sulla semplificazione delle procedure. A Torino mancano 10mila alloggi" «In Piemonte il piano casa del governo cambia poco, perché la Regione aveva già preso negli anni scorsi provvedimenti simili». Lo ha spiegato ieri lassessore regionale alle Politiche territoriali, Sergio Conti: «La possibilità di ampliare del 20 per cento le case mono o bifamiliare qui da noi era già prevista nella legge urbanistica». In Piemonte quelle villette sono 677mila, in pratica una famiglia su tre abita in una piccola casa. Conti però ha specificato: «È difficile presumere quante famiglie utilizzeranno i nuovi strumenti nella nostra regione appunto perché già potevano farlo, e nella stragrande maggioranza dei casi non ne hanno approfittato. Anche se è possibile che il grande battage mediatico di questi giorni possa sollecitare un nuovo interesse». Conti ha detto di ritenere credibile un ammontare potenziale degli interventi in Piemonte tra i 7 e gli 8 miliardi. E ha giudicato severamente il piano casa, che a suo avviso «non esiste, è soltanto un insieme di misure per fronteggiare la crisi», ma ha aggiunto di condividere lobiettivo della semplificazione procedurale e della perequazione urbanistica, ovvero la possibilità di spostare cubature da una zona allaltra della città: «Predisporremo una delibera in questo senso nel giro di due-tre settimane». Lassessore ha poi presentato il «Piano casa» della Regione che porterà alla costruzione entro il 2012, 10 mila nuovi alloggi popolari con uno stanziamento di 748 milioni di euro. «Il primo biennio si è chiuso - ha spiegato Conti assegnando finanziamenti per 306 milioni, per realizzare 5.444 alloggi (destinati a famiglie, anziani, giovani, con particolare attenzione alle fasce più deboli di popolazione). Il secondo programma (i cui bandi partiranno in questi giorni) porterà alla costruzione di 3.300 nuove abitazioni». Questo a fronte di un fabbisogno regionale di 40.000 abitazioni. Diecimila solo a Torino come aveva denunciato tempo fa lassessore comunale Roberto Tricarico. E dove, Conti lo ha ammesso, nonostante una buona percentuale delle risorse fosse destinata allarea metropolitana, il piano casa ha avuto meno successo: «Cercheremo di rimediare in questa seconda tranche, anche perché altre provincie come Biella e Vercelli hanno già nei primi due anni realizzato tutti gli alloggi di cui avevano bisogno».