Chi si ricorda quante gliene dissero, allo studio BBPR, negli anni '70, per quel portico col passaggio coperto pavimentato in marmo e la doppia scala tra le vetrine, può farsi una risata amara. Andava così: Belgiojoso, Peressutti e Rogers (la seconda B dellacronimo, Gian Luigi Banfi, era morto nel '45 a Mauthausen ma liniziale era rimasta in sigla per affetto e rispetto) erano accusati daver venduto un po lanima al commercio, per aver dato in quel belledificio porticato pieno di novità (lacciaio a vista, la facciata a sbalzo) troppo spazio ai negozi e poco, solo il passaggio verso largo Corsia dei servi, alla dimensione pubblica. Dai progettisti della torre Velasca, moderni ma attenti alla socialità urbana, molti pretendevano di più. Chi lavrebbe detto, di qui lironia, che a 40 anni dal progetto e a 36 dallinaugurazione la pensata dei proprietari, entusiasticamente fatta propria dal Comune, sarebbe stata di "tappare" proprio il varco di pubblico passaggio, aggiungendo altri megastore e rinunciando del tutto alla dimensione di piazza rivisitata dellarea tra Vittorio Emanuele e corso Europa?
MILANO - l'abbandono delle piazze
Chi si ricorda quante gliene dissero, allo studio BBPR, negli anni '70, per quel portico col passaggio coperto pavimentato in marmo e la doppia scala tra le vetrine, può farsi una risata amara. Andava così: Belgiojoso, Peressutti e Rogers (la seconda B dellacronimo, Gian Luigi Banfi, era morto nel '45 a Mauthausen ma liniziale era rimasta in sigla per affetto e rispetto) erano accusati daver venduto un po lanima al commercio, per aver dato in quel belledificio porticato pieno di novità (lacciaio a vista, la facciata a sbalzo) troppo spazio ai negozi e poco, solo il passaggio verso largo Corsia dei servi, alla dimensione pubblica. Dai progettisti della torre Velasca, moderni ma attenti alla socialità urbana, molti pretendevano di più.
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