Nelle rilevazioni dei Beni culturali per il 2008 le istituzioni milanesi segnano il passo Negli ultimi anni, per affluenza, era fissa nelle retrovie di classifica. Ora, neanche più quello: la graduatoria del ministero dei Beni Culturali estromette la Pinacoteca di Brera dai 30 musei statali più visitati. Almeno stando alle rilevazioni 2008, che di milanese riconfermano sì il Cenacolo Vinciano, che è ad accesso programmato e a circa metà classifica, ma non considerando il boom di Caravaggio alla Pinacoteca dei primi mesi del 2009 (140mila visitatori in 61 giorni) la lasciano fuori dai top 30. Dati che non sorridono nemmeno a livello nazionale: meno 4 per cento, quasi, di biglietti staccati nei 400 musei, monumenti e siti archeologici e calo dell1,9 per cento anche nelle casse. Se in testa resta salda la performance di Colosseo, Palatino e Foro Romano, che guadagnano oltre 330mila visitatori e quasi tre milioni di euro in più, gli Scavi di Pompei, sempre secondi, ma pagano pesantemente linvasione dellimmondizia. E gli Uffizi di Firenze restano terzi, ma con un calo. Numeri alla mano, dunque, nel 2008 la gente sè cibata meno darte. E, Cenacolo a parte, Milano non fa eccezione. «Da un certo punto di vista è incomprensibile - commenta Salvatore Carrubba, ex assessore milanese alla Cultura - perché Brera è straordinario. Ma la gente oggi vuole un museo che non sia solo custode della cultura, ma dispensatore di emozioni. Se sprofonda nella routine è finito: deve sorprendere per vincere la concorrenza». Questi dati sono un campanello dallarme. «Lo spostamento dellAccademia che va accelerato - aggiunge Carrubba - per creare finalmente la Grande Brera: solo così si può provare a stimolare di più la gente». Di rilevazione sbagliata parla invece un altro ex assessore alla Cultura, lex più recente: «Sono dati che mistificano la realtà - attacca Vittorio Sgarbi - quando i dati dei primi mesi dellanno, che sono positivi, andrebbero invece esaltati e non depressi. Come a Brera: il boom di Caravaggio dimostra che legare a una galleria una grande esposizione che faccia da traino è una buona politica. La verità è che la gente per risparmiare rimane in città e va a vedere cose belle che costano meno di una gita fuori porta».