Il soprintendente Artioli e gli architetti: tuteliamo i palazzi Nuova galleria sul Corso "Attenti alle speculazioni" La Soprintendenza detta le regole per la nuova galleria commerciale di corso Vittorio Emanuele: «La scala non dovrà essere abbattuta e le gallerie andranno chiuse con il vetro». Oggi la delibera dovrebbe arrivare in giunta. Ma la presidente dellOrdine degli architetti avverte: «Trasformare la città in un centro commerciale dimenticando la sua storia non è mai una buona idea». Contrario anche larchitetto Alberico Belgiojoso: «Rovina il progetto di mio padre». Regole ai negozi da costruire in Vittorio Emanuele: "Vigileremo" Artioli: "Lesistente non sia snaturato" LOrdine degli architetti: "Attenti a piani speculativi" La doppia scala che si avvita fino alla terrazza del primo piano: «Abbiamo chiesto che non sia abbattuta». La chiusura di due delle tre gallerie che collegano corso Vittorio Emanuele a largo Corsia dei Servi: «Dovrà essere realizzata con vetrate per non stravolgere larchitettura». Fino alla scelta dei materiali. Sono le condizioni che il soprintendente Alberto Artioli ha dettato ai privati per trasformare un quadrilatero del centro in ununica galleria commerciale. Un intervento importante in una zona, corso Vittorio Emanuele, dove non si costruiva da almeno quarantanni. Un parere positivo preventivo, quello della Soprintendenza. Ma importante: «Perché - dice Artioli - nonostante ledificio dello studio BBPR non sia vincolato, non deve essere snaturato». Ma il piano divide la città. E la presidente dellordine degli architetti, Daniela Volpi, avverte: «Trasformare la città in un centro commerciale dimenticandosi della sua storia e dei suoi monumenti non è mai una buona idea». Era il 1968 quando lo studio BBPR iniziò ledificio di corso Vittorio Emanuele: lultima costruzione di rilievo della strada. Adesso si torna ad ampliare i volumi. Una proposta arrivata dal proprietario dello stabile, che vuole realizzare diverse migliaia di metri quadrati commerciali, sfruttando anche le sale sotterranee degli ex cinema Mediolanum e Pasquirolo, chiudendo le gallerie e espandendosi al piano ammezzato, con lipotesi di realizzare sulla terrazza dove un tempo cera il McDonalds un bar o un ristorante. La delibera firmata dallassessore allo Sviluppo del territorio, Carlo Masseroli, dovrebbe arrivare oggi in giunta: è il primo passo verso il permesso di costruire. Un documento necessario perché, permettendo di percorrere le gallerie solo attraverso i futuri negozi, si deve rinunciare al pubblico passaggio: il Comune incasserà 6 milioni di euro. Non solo: i privati pagheranno i lavori di risistemazione di largo Corsia dei Servi. «È fondamentale - spiega ancora Artioli - perché oggi la zona è molto degradata». Quello che chiede anche il consiglio di zona 1 - guidato dal centrodestra - che sul piano, però, ha espresso un parere negativo: «Ma su un progetto di un anno fa - spiega la presidente Micaela Goren Monti - . Quello che è certo è che i residenti si lamentano perché larea è insicura». La presidente degli architetti, Daniela Volpi, aspetta di vedere i disegni. Ma, dice: «Troppo spesso questo genere di progetti ha solo scopi speculativi. È la leggerezza con cui si programmano certi interventi che non mi piace. Pensiamo alla metropolitana: è stata copiata nel mondo e noi siamo stati capaci di distruggerla come se niente fosse». Una bocciatura arriva anche dal capogruppo del Pd in Consiglio, Pierfrancesco Majorino: «In centro non cè bisogno di nuovo cemento ma di una politica culturale di rivitalizzazione che lo faccia tornare ai livelli di una città europea».
MILANO - Corso, laltolà della Soprintendenza
La Soprintendenza ha dettato regole per la trasformazione di corso Vittorio Emanuele in una galleria commerciale. Il soprintendente Artioli ha stabilito che la scala non dovrà essere abbattuta e le gallerie dovranno essere chiuse con vetrate per non stravolgere l'architettura. L'Ordine degli architetti ha espresso preoccupazioni per piani speculativi e ha chiesto di attenzione alle regole. La presidente dell'Ordine degli architetti, Daniela Volpi, ha avvertito che trasformare la città in un centro commerciale dimenticandosi della sua storia e dei suoi monumenti non è mai una buona idea.
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