Altri strumenti sono le istituzioni e le fondazioni Ad Avellino e Napoli i teatri comunali, a Brescia una rete museale, in provincia di Siena i parchi della Val d'Orcia, ma anche le scuole d'arte a Milano: da Nord a Sud la gestione esterna nei settori ambiente e cultura assume caratteristiche diverse. Con formule di successo. Brescia. Una Spa che guarda al futuro. La società Brescia Musei viene costituita a marzo 2003 con una partecipazione maggioritaria del Comune (92) e .quote di minoranza della Fondazione Credito agrario bresciano, dell'azienda municipalizzata di servizi e della Camera di commercio. Missione della Spa quella di gestire la rete museale e realizzare mostre ed eventi per mantenere vivo il legame con la storia culturale della città. Fino al 2008 sono state già programmate sette grandi manifestazioni, a margine delle quali si darà impulso anche all'attività commerciale: merchandising, sponsor ed editoria specializzata. Alla società è affidata anche la gestione ordinaria dei servizi museali. Avellino e Napoli. Avellino sceglie l'Istituzione per gestire il teatro comunale Gesualdo. Una soluzione avviata nel 2002, che ha garantito il successo dell'attività fin dalla prima stagione, la formazione di una nuova leva di artisti e la nascita di una collaborazione pubblico-privato. Nello stesso anno Napoli intraprende invece la strada dell'Associazione, con capitale completamente pubblico e partecipato. L'obiettivo è dotare la città di un teatro stabile. Il Mercadante fino ad allora era stato gestito in economia dal Comune. Val d'Orcia. Conservazione e valorizzazione dei beni naturali e artistici e delle produzioni tipiche dell'area: nasce per questo nel 1999 la Parchi Val d'Orcia, una Srl costituita dalla Provincia di Siena e dai cinque comuni della valle insieme a 28 soggetti privati, che partecipano al capitale sociale per quasi il 51 per cento. I musei di cui si occupa la società sono all'interno della Fondazione dei musei senesi, da poco costituita. Milano. Quattro scuole civiche in un'unica Fondazione. È quanto ha fatto Milano nel Duemila per rivisitare la struttura organizzativa e razionalizzare la spesa corrente dell'Accademia internazionale della musica, della Scuola d'arte drammatica Paolo Grassi, della Scuola di cinema, televisione e nuovi media e dell'Istituto superiore per interpreti e traduttori, che precedentemente erano gestiti direttamente dal Comune. L'ingresso di soci dalle comunità artistiche e di soggetti privati interessati alla formazione ha consentito la proiezione delle scuole verso il mondo del lavoro, dell'università e della cooperazione internazionale per creare un laboratorio di relazioni e investimenti nel settore della preparazione professionale di alto livello.