"Un tesoro di arte e di fede per tutti i popoli che verranno" Sono beni che appartengono a chiunque, non alla Chiesa Rappresentano un patrimonio comune, utile alla riscoperta della nostra identità "Luoghi fisici che sconfinano in luoghi della memoria, attraverso un percorso rivelatore, ricco di sorprese e di fascino". Monsignor Francesco Cacucci, arcivescovo di Bari-Bitonto - nulla fa per nascondere lemozione di fronte al restauro del succorpo, la parte più segreta e misteriosa della Cattedrale, che insieme alla cripta costituisce il mondo sotterraneo del magnifico duomo romanico. «In quegli ambienti a cinque metri di profondità rispetto al pavimento della Cattedrale - spiega - sono racchiuse le testimonianze più antiche della Cattedrale e di alcune epoche della storia di Bari. Si risale addirittura al periodo romano per poi passare attraverso le fasi paleocristiana e alto medievale, per giungere allepoca medievale e quindi alla fase moderna». I primi lavori si sono svolti fra il ?66 e il ?75 con lo svuotamento dei resti umani, lì dove cera il sepolcreto, e il consolidamento delle strutture. Ora, a distanza di trentanni anni, si realizza il restauro e la musealizzazione del succorpo: «Oggi non solo è possibile compiere un viaggio alla scoperta degli ambienti sotterranei - rileva larcivescovo - ma ancor più fare un viaggio alle radici della Cattedrale, anzi alle radici della storia della stessa città. Un confronto suggestivo e stimolante con ambienti che esprimono la fede, larte, la cultura, la devozione di quanti ci hanno preceduto nella costruzione della civitas, intesa nel suo senso più ampio. In definitiva, un viaggio che rappresenta per ognuno unimmersione profonda nelle origini della propria "cittadinanza" e insieme un percorso proficuo e sempre necessario verso la riscoperta di unidentità». Monsignor Cacucci non ha difficoltà ad ammettere di aver goduto quale arcivescovo di Bari di un momento congiunturale favorevole: sotto il suo ministero, nel 2005, in occasione del Congresso nazionale eucaristico è stato portato a termine il restauro esterno e interno della Cattedrale "che tanto affascinò il cardinal Ruini"; oggi si possono ammirare nella propria completezza la cripta tardo barocca custode dellicona della Madonna Odegitria e delle tombe di illustri arcivescovi baresi, e il succorpo con le sue meraviglie rivelate. «Beni che sono proprietà di tutti e patrimonio di tutti, non della Chiesa - sottolinea larcivescovo - io sono un buon amministratore, come un padre di famiglia, seguo queste opere come fossero mie. Ma i vescovi vanno e vengono, mentre, invece, resta la memoria. Popoli di ogni tempo potranno guardare a questo tesoro che oggi si spalanca davanti agli occhi di tutti. Non solo liconografia, ma anche i mosaici esprimono la realtà di una Chiesa incarnata, inserita nel nostro ambiente: quei pesci e quegli animali marini rappresentano la pesca che la Chiesa è chiamata