La chiesa. Cinque metri sottoterra le testimonianze dellantichità del luogo di culto Una finestra sulla storia. È quanto si schiuderà da oggi agli occhi dei visitatori che, attraversando la cripta della Cattedrale di Bari, imboccheranno il corridoio di pietra che conduce al succorpo. È un percorso, appena restaurato e musealizzato, che svela pagine del passato millenario della città note, fino a ieri, soltanto a storici e archeologi. A sottolinearlo, ieri durante la presentazione del restauro della cripta e del succorpo della Cattedrale, provvede proprio un addetta ai lavori come Pina Belli DElia, storica dellarte medievale: «Lopera di recupero e musealizzazione offre, prima dogni altra cosa, la possibilità di vedere ciò che era inaccessibile, o quasi. A cominciare dai resti della basilica paleocristiana, ma il restauro ha messo in chiaro, attraverso i resti detà romana, come Bari fosse ai tempi un centro ben più vivace di quanto si potesse immaginare». E se, a quanto osserva Belli DElia, attorno alla Cattedrale "orbita la cronologia della storia cittadina", è Ruggero Martines, direttore regionale dei Beni culturali per la Puglia, a sottolineare che Bari "dalla fondazione del borgo murattiano in avanti aveva dimenticato il suo cuore per inseguire le modernità. Da qui limportanza di questo restauro: unoccasione fondamentale perché la città possa finalmente cominciare a riappropriarsi delle sue radici". Radici fino a ieri celate a cinque metri di profondità sotto il pavimento della Cattedrale e ora capaci di raccontare quattro diversi momenti storici distinti in altrettante fasi: la romana, la paleocristiana e altomedievale, la medievale e moderna. Fasi che si traducono poi in scoperte per i visitatori che simbatteranno ora nel mosaico di Timoteo di straordinaria bellezza, liberato comè stato dalle muffe e dai licheni che lo offuscavano, ora nella chiesetta altomedievale o, piuttosto, in quel che resta delletà romana, testimoniata da unepigrafe e da un pezzo di strada riportato adesso alla luce. Ancora durante gli scavi sono venuti a galla una serie di reperti ceramici, collocati oggi in una serie di teche che contrappuntano gli ambienti che saranno attraversati durante il percorso di visita, dalla basilica paleocristiana e altomedievale fino ai resti delle sepolture di età moderna se è vero, a rimarcarlo è don Franco Lanzolla, parroco della Cattedrale, che "qui per due secoli almeno cè stato il cimitero di Bari". Quanto al restauro - effettuato sotto il coordinamento di Emilia Pellegrino e la direzione di Francesco Dicarlo - è stato possibile grazie al contributo della Fondazione Cassa di risparmio di Puglia e di quella di Verona, Vicenza, Belluno e Ancona, della Cei e con lotto per mille destinato ai beni culturali. Le visite al succorpo potranno essere effettuate dal sabato al mercoledì (ore 9-12,30) o, altrimenti, su prenotazione (info 080.521.06.25). Un capitolo a sé, infine, limminente trasferimento degli uffici della Curia arcivescovile che, è stato ricordato ieri mattina, servirà alla sistemazione ad hoc del museo diocesano e quindi alla migliore fruizione dei tesori nascosti fra le sue mura. Un altro capitolo di storia da riscoprire.
PUGLIA - Così la città riscopre la sua storia millenaria
La Cattedrale di Bari ha aperto il succorpo, una cripta sotterranea che racconta la storia della città. Il percorso di visita, restaurato e musealizzato, offre una visione unica del passato millenario della città. I resti della basilica paleocristiana e della chiesetta altomedievale sono stati messi in luce, mentre sono stati scoperti reperti ceramici e un pezzo di strada romana. Il restauro è stato possibile grazie al contributo di diverse fondazioni e istituzioni. I visitatori potranno esplorare il succorpo dal sabato al mercoledì, mentre su prenotazione. Il restauro è stato necessario per riappropriarsi delle radici della città e per scoprire nuovi tesori.
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