Il presidente aveva chiesto 7.500 euro in più, il segretario ne voleva tremila: sindaci contro CAVALLASCA Di aumentare lo «stipendio» al presidente del Parco Spina Verde, Giorgio Casati, la provincia di Como non ne vuol sentir parlare. La proposta di un super-aumento dell'indennità di carica, che passerebbe da 15mila a 22.500 euro, è stata infatti duramente attaccata dal consigliere provinciale Maria Grazia Sassi che, in rappresentanza di Villa Saporiti, ha detto no al progetto discusso lunedì sera all'interno dell'assemblea. «Il Parco Spina Verde ? dice la Sassi, presente all'assemblea su delega del presidente della provinciale, Leonardo Carioni - non è un'azienda privata nella quale gli amministratori sono liberi di usare i quattrini a loro piacimento, ma un ente pubblico, che gestisce denaro di tutti i cittadini e che perciò richiede un senso di responsabilità e uno stile ancora più rigorosi che nella sfera privata. Non è pensabile che in un momento in cui diversi sindaci e amministratori locali, come quelli di Erba e di Gironico, adottano provvedimenti di alto valore simbolico come l'autoriduzione dei compensi, vi siano casi, come quello del parco, in cui invece se ne prevede l'aumento, e per di più in misura tanto consistente». Tra le pieghe della discussione del bilancio preventivo 2009 s'è parlato, appunto, un possibile cospicuo aumento a favore del presidente Casati. Calcolatrice alla mano, si trattava di un'impennata attorno al 50. Un fatto che non è passato inosservato alla Sassi che, con il consenso dei sindaci presenti, ha bloccato qualsivoglia votazione in proposito, rinviandone l'esame a una seduta successiva. «Gli enti locali ? commenta la Sassi ? sono impegnati, quest'anno più che mai a causa della gravissima crisi che colpisce l'economia e di riflesso le famiglie e i cittadini, nella gestione rigorosa delle peraltro scarse risorse pubbliche a disposizione e nel contenimento delle spese correnti e di funzionamento. I bilanci sono perciò impostati su criteri di sobrietà e rigore. Questi criteri non sono stati rispettati dal presidente della Spina Verde, che ha sottoposto all'approvazione dell'assemblea un bilancio nelle cui pieghe aveva previsto un forte incremento dell'indennità di carica, che sarebbe passata da 15mila euro a 22.500 euro annui per lui, oltre a un aumento, di 3mila euro, a favore del segretario». Da qui la presa di posizione del consigliere Sassi, che, contraria alla proposta in discussione, ha ottenuto, grazie al sostegno della maggioranza dei comuni presenti, il rinvio dell'argomento a data da destinarsi. Approvazione sarà - questa l'unica condizione - solo se ci sarà l'eliminazione totale di ogni forma di aumento per gli amministratori e per il personale. Differentemente, la provincia farà pesare il suo peso specifico, di poco inferiore al 47 del parco. «Per un aumento dell'indennità ?risponde il presidente Casati- ci vuole un atto specifico basato su motivazioni ben giustificate. In assemblea parlavamo di una proposta più generale, che prendeva in considerazione uno stanziamento generico a favore degli amministratori, da definirsi con un successivo atto. Non nascondo che l'impegno richiesto è fitto e porta via molto tempo. In ogni caso, per me l'indennità può andare bene anche così com'è oggi. Sarà comunque l'assemblea a decidere». 02042009
COMO - Spina verde: stop agli aumenti
Il presidente del Parco Spina Verde, Giorgio Casati, ha chiesto un aumento di 7.500 euro, mentre il segretario ha richiesto 3.000 euro in più. La provincia di Como ha bloccato la votazione su questo argomento, richiedendo l'eliminazione di ogni forma di aumento per gli amministratori e il personale. Il presidente Casati ha affermato che non ci sono motivazioni per l'aumento e che l'indennità può andare bene com'è. L'assemblea dovrà decidere sulla proposta. La provincia di Como ha un peso del 47% nel parco e farà pesare il suo peso per decidere l'indennità.
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