"Giunge opportuno, anzi definitivo, il solenne monito del Presidente della Repubblica: di fronte alla prospettata esigenza di ripresa economica, e pure in situazione di grave crisi, non puo' essere in alcun modo attenuato il rigore della tutela di patrimonio culturale e paesaggio, valori assoluti che l'articolo 9 della Costituzione vuole prevalenti su ogni altro interesse, anche di rilevanza pubblica". Giudizio positivo di Italia Nostra, quindi, sulla previsione che l'accordo Governo-Regioni escluda, dai centri storici e dalle aree di inedificabilita' assoluta, i previsti interventi di incremento quantitativo nell'edilizia residenziale. "Il monito del Presidente della Repubblica non puo' dirsi con cio' in tutto adempiuto", dichiara Italia Nostra. "L'accordo rimette infatti alle Regioni la mera facolta', non l'obbligo, di escludere o limitare per legge gli stessi interventi nelle aree di pregio ambientale e paesaggistico e con particolare riferimento ai beni culturali". Infine il Governo si e' riservato di approvare un decreto legge "con l'obbiettivo precipuo di semplificare alcune procedure di competenza esclusiva dello Stato": e allora non puo' trattarsi che della materia di tutela del paesaggio per la quale appunto lo Stato (a differenza di urbanistica ed edilizia, materie di legislazione concorrente) ha potesta' esclusiva. E' ben noto che Regioni ed enti locali delegati mal tollerano la partecipazione delle Soprintendenze ai procedimenti di rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche (la valutazione di compatibilita' delle trasformazioni ambientali) e specie con pareri vincolanti, secondo la vigente previsione del Codice dei beni culturali e del paesaggio. Ma del paesaggio, valore della Nazione, Regioni e Comuni non hanno la disponibilita' esclusiva e contro il precetto dell'articolo 9 della Costituzione si porrebbe ogni misura diretta ad escludere o subordinare la valutazione delle istituzioni statali di tutela (le soprintendenze). res-dnpmccbra