Riapre finalmente al pubblico una meraviglia di questa città, misconosciuta ai più. Altrove, in altre realtà del mondo, il teatro romano di Posillipo (più correttamente andrebbe detto Pausilypon) a picco sulla baia di Trentaremi, sarebbe da anni una risorsa: un sito di estrema suggestione, monumento di rara bellezza, nascosto ai più, e - quel che è forse peggio - inutilizzato. Cose che solo a Napoli, ricca di testimonianze insigni della storia, possono accadere. Ma il velo di silenzio sta per cadere, dopodomani al teatro Pausilypon andrà in scena il primo degli appuntamenti che per sei sabati (fino al 2 giugno) restituirà alla città un monumento importante, segno della grandezza di questa città in epoche passate. Stavolta dovrebbe essere per sempre, domani il soprintendente archeologico di Napoli e Pompei, Pietro Giovanni Guzzo, annuncerà la lieta novella. La riapertura del teatro romano - in opus reticulatum, duemila posti (ma alcuni testi ipotizzano una capienza di 12mila spettatori), in origine rivestito di marmi - si inserisce nell'ambito di una iniziativa della Soprintendenza Archeologica («Archeologia e Natura nella Baia di Napoli, 10 percorsi tra il verde e la storia» con letture classiche di Cristina Donadio e Iaia Forte a cura del Teatro Stabile Mercadante) che coinvolgerà Napoli e Pompei, e le aree archeologiche costiere del territorio napoletano (Capri inclusa). Fin qui l'iniziativa il cui dato significativo sta nella riconsegna alla fruizione del teatro che incombe su Trentaremi e del suo piccolo Odeon, dove Cristina Donadio inaugurerà le letture degli autori della classicità. Al Pausilypon hanno potuto mettere piede in pochi, per qualche visita episodica (per il G7 del '94, ad esempio), una edizione (1999) del Festival di Poesia (sparito anche questo), e di «Teatri di pietra» (nel luglio di due anni fa), ma adesso è diverso, adesso il Pausilypon dovrebbe (il condizionale è un rifugio di cautela) entrare nel circuito monumentale cittadino e costituire un'altra opportunità per le attività culturali. Come gli altri teatri. I lavori di risistemazione e restauro vanno avanti da vent'anni, dal 1988 per l'esattezza, condotti dall'archeologo Giuseppe Vecchio, che con tenacia ha vigilato affinché il compito assegnatogli portasse alla restituzione dell'area monumentale della Gaiola alla funzione che le è propria. Costruito secondo i criteri dei greci, e cioè sfruttando il pendìo naturale dei terrazzamenti, il Pausilypon è un teatro unico nel suo genere in Italia, dal momento che fu realizzato, in età augustea, secondo il «modello Asia Minore» e cioè con una vasca per giochi acquatici: è detto anche teatro maggiore, aveva tredici ordini di sedili nella cavea (le gradinate inferiori) e sei ordini in quella media. L'emiciclo misura quasi cinquanta metri, la vasca per gli spettacoli acquatici presentava anche i segni per una struttura di copertura mobile di legno, altre per il sipario ed anche alcune per il velum, protezione per i personaggi importanti che assistevano allo spettacolo. Il bacino per l'acqua era contornato da statue ed una di queste, la «Nereide su pistrice», è all'Archeologico. Finora il fatto che l'area fosse di proprietà privata (dell'imprenditore del grano Franco Ambrosio, prima ci aveva abitato il latinista Ettore Paratore) aveva impedito la soluzione della vicenda: dopo il fallimento dell'Italgrani di Ambrosio la Regione il 9 luglio 2002, con gli allora assessori Anzalone (Demanio e Patrimonio) e Di Lello (Beni culturali) diede notizia dell'acquisizione per 450mila euro dei nove ettari del parco archeologico dove aveva sede la Scuola di Virgilio, la Villa di Vedio Pollione (la Villa Imperiale, donata da Pollione alla sua morte ad Augusto) un Tempio, un sacrario, un piccolo stadio per la corsa: un paradiso, insomma. In epoca antica si raggiungeva la zona per mare, dal lato della Gaiola, non essendo agevole la risalita da Trentaremi, successivamente l'accesso al parco è stato possibile attraverso la grotta di Seiano (la galleria artificiale realizzata in epoca romana da Lucio Cocceio, riscoperta per caso nel 1840) e i suoi 800 metri scarsi di camminamento, da Coroglio; oppure, ma più raramente, dalla discesa Gaiola. La grotta di Seiano continuerà ad essere l'ingresso privilegiato per arrivare a godere delle atmosfere di altri tempi, permeati dalla magia di Virgilio, dalle leggende legate a Vedio Pollione, dal sapore dell'antichità. Oltre che da una bellezza paesaggistica mozzafiato.
CAMPANIA - Riapre finalmente al pubblico una meraviglia di questa città, misconosciuta ai più.
Il teatro romano di Posillipo (Pausilypon) a Napoli è finalmente riaperto al pubblico dopo anni di inattività. Il sito è stato restaurato e restaurato, e sarà utilizzato per le attività culturali. Il teatro è un esempio unico in Italia, costruito secondo il modello Asia Minore, con una vasca per giochi acquatici e una cavea con tredici ordini di sedili. La sua riapertura è parte di un'initiativa della Soprintendenza Archeologica che coinvolge Napoli, Pompei e le aree archeologiche costiere del territorio napoletano. Il teatro sarà utilizzato per le letture classiche di Cristina Donadio e per le attività del Teatro Stabile Mercadante.
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