Dieci itinerari archeo-botanici per riscoprire i viridari e i giardini realizzati duemila anni fa nelle ville e nelle domus patrizie di siti archeologici da Baia a Capri, passando per Cuma, Ercolano, Pompei e Sorrento. L'iniziativa, che durerà due mesi e sarà inaugurata con l'apertura dei giardini del parco archeologico del «Pausilypon», si intitola «Archeologia e Natura nella baia di Napoli» ed è stata finanziata dell'assessorato al Turismo e ai Beni Culturali della Regione Campania. I percorsi e il recupero delle aree archeologiche a loro collegate sono invece stati attrezzati dal laboratorio di ricerche applicate della Soprintendenza speciale per Napoli e Pompei. Dunque, a inaugurare gli itinerari sarà la villa che fu di Vedio Pollione, uno degli uomini più ricchi della Roma tardo repubblicana, che fregiava del titolo equestre di «cavaliere», sicuramente acquistato con una barca di sesterzi. La villa, il cui nome «Pausilypon» significa «riposo dagli affanni», era stata costruita a picco sul mare, dirimpetto all'isola di Capri, e con vista su Nisida e Miseno, ed era abbellita da ricercate architetture di verde e dai profumi piante aromatiche costose e rare. Di quei giardini, tuttavia, si avevano ben poche notizie nonostante si sapesse dell'esistenza di un viridario (giardino delle case patrizie) di notevole bellezza. La ricostruzione dunque è stata fatta «seguendo lo schema di verde presente nella Casa dei Casti Amanti di Pompei e usando piante di mirto e artemisie, molto diffuse nell'area» sottolinea Annamaria Ciarallo, responsabile de laboratorio di ricerche pompeiano. Dell'area di Cuma, che ha visto la sistemazione dell'Acropoli, viene presentato l'intero complesso degli ambienti naturali che circondano l'area archeologica e la risistemazione del lecceto, delle dune, dei laghi effimeri. A Baia, invece, i lavori hanno riguardato tutta l'area che circonda il castello, sede del nuovo e straordinario Museo archeologico dei Campi Flegrei e di una villa romana inglobata nel Padiglione Cavaliere. A Pozzuoli, i lavori di recupero e restauro hanno interessato il Serapeo che è stato ripulito. Di Ercolano viene proposto il nuovo ingresso realizzato dalla Soprintedenza. Per Oplonti c'è stata una sorta di ristrutturazione generale dei giardini della Villa di Poppea. La necessità era scaturita dalle poco puntuali sistemazioni precedenti, effettuate su dati alquanto imprecisi, cosa che è stata corretta dai risultati delle ultime analisi su piante e pollini. Tra il prato e i giardini di Poppea crescevano difatti ben 89 varietà vegetali tra cui spiccavano i papaveri e le viole, la gramigna e numerose specie di leguminose. Cinque nuovi vigneti sperimentali, uno dei quali impiantato nell'Orto dei Fuggiaschi, costituiscono il percorso pompeiano dell'iniziativa. A Sorrento vengono proposti gli scavi assieme a più ampi itinerari naturalisti. In particolare vengono presentati gli scavi della villa della Regina Giovanna e i sentieri che vi sono stati rifatti; c'è poi il percorso di Punta Campanella del cosiddetto «tempio». Sull'intero tratto sono stati sistemati i muretti a secco che costituiscono una delle maggiori caratteristiche dell'area. Infine c'è Capri con ben due itinerari, quello che riguarda Villa Jovis e l'altro di villa Damecuta. La prima fu la residenza dell'imperatore Tiberio per quasi un anno; l'altra, sempre utilizzata da Tiberio, era invece la sua residenza estiva e venne scavata da Amedeo Maiuri a partire dal 1937. I percorsi, che saranno accessibili ogni giorno e il sabato e la domenica saranno dotati di un info-point, non saranno tuttavia chiusi alla fine dell'iniziativa. «Ci siamo attrezzati - spiega Ciarallo - perché i turisti possano muoversi lungo quegli itinerari anche in seguito. Insomma non abbandoneremo la valorizzazione dei siti e di quanto a essi collegato».