Cosimo Tarì è l'architetto della soprintendenza, progettista e direttore del restauro della Casina vanvitelliana Quali interventi sono stati realizzati? «Oltre ai lavori di restauro architettonico, abbiamo eseguito interventi impiantistici legati alla ripresa delle funzioni di turismo culturale». Come sarà la Casina? «Le finiture esterne, salvo lievi modifiche delle tinteggiature nel tono della pietra di Bellona, sono state ispirate al celebre dipinto di Hackert "Ferdinando IV a caccia di folaghe sul lago Fusaro" del 1783, conservato nel Museo di Capodimonte. All'interno è in esecuzione una boiserie che ripropone stoffe di colore azzurro polvere alle pareti e tendaggi avorio. Nella sala circolare superiore è stato riproposto il pavimento maiolicato dal fondo azzurro, riproducendo artigianalmente il disegno di un'antica "riggiola" Giustiniani rinvenuta in cantiere. Nello stesso ambiente saranno ricollocate alle pareti le riproduzioni delle Stagioni di Hackert. L'ambiente circolare di questa sala è stato coronato da un controsoffitto a volta». E gli affreschi? «In merito ai due locali affrescati, in origine destinati a retret, quello destro presenta una volta integralmente affrescata, sebbene ritoccata nel corso dei precedenti restauri; l'ambiente di sinistra conserva una volta con aree di distacco, scoperta nel corso degli ultimi restauri. I motivi raffigurati - floreali, zoomorfi e paesaggi- sono tipici dello scorcio del Settecento, pertanto pur in mancanza di fonti documentali, possono farsi risalire all'epoca documentata di costruzione della Casina». L'unione Europea ha consentito una proroga fino al 30 giugno. Perché? «I ritardi degli stati di avanzamento sono dipesi esclusivamente dai ritardi con cui la Regione ha accreditato le somme alla stazione appaltante, la soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici, titolare della progettazione e della direzione dei lavori». pa.ca.