Cofferati illustra i conti degli ultimi dieci bilanci e avverte: "O si riforma o si muore" Se una sigla dichiara sciopero e in pochi lo fanno, ha un problema di rappresentanza Si dice pronto anche ad «azioni dolorose» il sindaco Cofferati a fronte delle difficoltà economiche del Teatro Comunale. «Entro pochi mesi potremmo essere costretti a ridimensionare in modo consistente la produzione o a interromperla del tutto», spiega il presidente della Fondazione alla conferenza stampa più volte annunciata per chiarire la situazione del teatro, anche dopo le accuse dei sindacati. La crisi delle fondazioni liriche, e tra esse il Comunale, sembra giunta a un punto di non ritorno. «Il sistema va riformato; e bisogna trovare soluzioni transitorie per arrivare vivi alla riforma», dice il sindaco con i dati alla mano degli ultimi dieci anni. Sono calati considerevolmente i contributi del Fus: nel '98 il Comunale prendeva 15,5 milioni, diventati 14,4 nel 2008 con un taglio previsto di altri 1,2 milioni sullo stesso anno. Sono diminuiti i contributi dei soci: tra pubblici e privati erano di 2,5 milioni nel 2007, poi 1,9 milioni nel 2008 e si prevede saranno 1,1 milioni nel 2009. Cè stato, di contro, un incremento del costo del personale. «I costi fissi rappresentano il 70 - spiega Cofferati - bisogna invertire la tendenza». Si aggiunga, poi, che i bilanci preventivi sono sempre più alti di quelli consuntivi: le stagioni si programmano con tre anni di anticipo almeno, i fondi del Fus arrivano decurtati dal Ministero, rispetto a quelli annunciati, a stagione in corso. «Non siamo da commissariamento», aggiunge Cofferati. La giunta, infatti, oltre a rinnovare la convenzione col Comune (che aggiungerà 250mila euro agli attuali 1,6 milioni), ha donato al teatro il Manzoni e due terreni. «Così il patrimonio è solido - spiega Cofferati - ma rimangono i problemi di liquidità». Poi è il sovrintende Tutino che risponde alle accuse dei sindacati Fials, Cisl e Uil che sostengono che tra 2007 e 2008 si sia quadruplicato il passivo. «Nel 2007 abbiamo ricevuto 1,9 milioni di euro per rimborsi dallInps - sostiene - ma sono proventi straordinari». La differenza, allora, è di 1,8 milioni di euro, dai - 2,9 del 2007 ai - 4,7 del 2008. «Davanti a tutto questo io posso utilizzare la Scuola dellOpera - dice il sovrintendente - con cui abbiamo già risparmiato 2,6 milioni di euro e aumentato la quota del Fus del 30, ma questo riguarda solo il 15-20 delle voci del bilancio». Nel rinnovare, infine, la fiducia dellintero consiglio damministrazione a Tutino, il sindaco ribadisce che questa non è materia di discussione coi sindacati: «Non ho ancora capito perché abbiano fatto sciopero». Sulla decisione poi di decurtare la retribuzione anche a chi non ha aderito allo sciopero, conclude: «Se io produco danni con il mio sciopero devo accettare una decurtazione proporzionale. Se poi una sigla dichiara uno sciopero a cui aderiscono in pochi, vuole dire che quella sigla ha un problema di rappresentanza».
BOLOGNA - "Il Comunale è solido, ma anche così si chiude"
Il sindaco Cofferati ha illustrato i conti degli ultimi dieci bilanci del Teatro Comunale e ha affermato che "o si riforma o si muore". La crisi delle fondazioni liriche, compresa quella del Comunale, sembra giunta a un punto di non ritorno. I contributi del Fus sono calati considerevolmente, passando da 15,5 milioni nel 1998 a 1,1 milioni nel 2009. I contributi dei soci sono diminuiti, mentre i costi del personale sono aumentati. I bilanci preventivi sono sempre più alti di quelli consuntivi. Cofferati ha spiegato che il patrimonio del teatro è solido, ma rimangono i problemi di liquidità.
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