Accusato di abuso di ufficio l'ex responsabile del settore edilizia Un permesso a costruire al centro delle indagini LUCCA. Tutto ruota intorno a un permesso a costruire. Quello rilasciato il 28 gennaio 2008 alla società Imital per realizzare 27 appartamenti al posto delle ex serre Casula a San Macario. È per questa pratica che l'ex dirigente all'edilizia (oggi solo dirigente all'urbanistica) Maurizio Tani è indagato. L'accusa - secondo l'avviso di chiusura delle indagini preliminari che gli è stato appena notificato - è abuso d'ufficio. Se l'accusa si trasformerà in una richiesta di rinvio a giudizio e poi sfocerà in un processo è tutto da vedere: l'architetto del Comune ha venti giorni per produrre memorie a difesa o chiedere di essere interrogato. Di sicuro, però, la vicenda giudiziaria riporta l'attenzione su una delle questioni politiche e amministrative più delicate del mandato Favilla. Così delicate che hanno portato il consiglio comunale a modificare (anche se non in via definitiva) il regolamento urbanistico, proprio per impedire, dopo il caso Imital, che si continuassero a trasformare serre dismesse in appartamenti. La vicenda della costruzione di case al posto delle serre di San Macario nasce a luglio del 2006, con il rilascio di due concessioni edilizie per la costruzione di 32 appartamenti in 6 palazzine al posto delle ex serre Casula, secondo una procedura prevista dal regolamento urbanistico in vigore. L'anno successivo, però, la proprietà chiede al Comune di modificare il progetto: vuole costruire 45 appartamenti invece di 32 a San Macario, ma la Sovrintendenza boccia l'ipotesi per incompatibilità paesaggistica. La società ci riprova a novembre 2007 con un piano da 27 appartamenti che deve sostituire quello da 32 già autorizzato a luglio del 2007. Il 27 novembre di nuovo il Comune invia la pratica alla Sovrintendenza per il parere paesaggistico obbligatorio e vincolante. Scattano i 60 giorni entro i quali le Belle arti possono esercitare il potere di annullamento di una concessione edilizia. Ma a gennaio 2008 la vicenda finisce sul tavolo della Procura. Secondo le indagini della pg dei carabinieri, i giorni cruciali sono quelli che vanno dal 25 al 30 gennaio. Il 25 gennaio, mentre Imital è in attesa di poter ritirare la nuova concessione edilizia, in sostituzione di quella del 2006, viene convocato il consiglio comunale per approvare una variante al regolamento urbanistico che avrebbe bloccato la trasformazione delle serre in abitazioni. Questa modifica avrebbe fatto scattare le cosiddette «norme di salvaguardia» rendendo impossibile il rilascio della nuova concessione a San Macario: la Imital, insomma, avrebbe dovuto continuare a costruire gli appartamenti secondo il piano del luglio 2006. La seduta del consiglio comunale, però, salta per mancanza del numero legale (fatto mancare dalla maggioranza di centrodestra) ed è aggiornata al lunedì successivo, 28 gennaio. Lunedì 28 gennaio, la mattina, il Comune rilascia la concessione bis alla Imital sostenendo di non aver ricevuto alcun diniego dalla Sovrintendenza entro i 60 giorni stabiliti dalla legge. Poche ore dopo, la sera, il consiglio comunale adotta la variante urbanistica che avrebbe reso impossibile il rilascio del permesso appena concesso. A quel punto, però, esplode il caso: la Sovrintendenza annuncia di aver emesso e protocollato il decreto di annullamento del permesso a costruire, perché in contrasto con le norme paesaggistiche, il 25 gennaio. Gli uffici comunali sostengono che ai fini del diniego fa fede la data di ricevimento (il 30 gennaio) dell'atto e non quella di emissione. Ma il consulente legale del Comune, l'avvocato Giuseppe Stancanelli, il 27 febbraio 2008 afferma che l'interpretazione degli uffici è errata. La giurisprudenza conferma che fa fede la data di emissione del diniego e quindi la concessione edilizia rilasciata a Imital il 28 gennaio 2008 è nulla. Tre giorni dopo, quindi, viene firmata l'ordinanza di sospensione dei lavori al cantiere di San Macario, notificata solo all'amministratore di Imital. Il primo marzo i vigili la notificano anche al direttore del cantiere, oltre che all'amministratore della società. Il 22 marzo Imital rinuncia al permesso a costruire (già dichiarato nullo) ottenuto il 28 gennaio e il 12 aprile riprende i lavori. Secondo il dirigente all'edilizia, infatti, la società può continuare a costruire in base al primo permesso, visto che con quello del 2008 non ha ancora realizzato «opere essenziali». La Procura (l'indagine è affidata al pm Domenico Manzione) la pensa diversamente: se la concessione rilasciata il 28 gennaio (e poi annullata) sostituiva quella del 2006, la società non ha più titolo per continuare a costruire. Ecco, quindi, che il mancato stop ai lavori e l'interpretazione data dal dirigente Tani si prolifano per il pm come un abuso d'ufficio. In più - sempre per la Procura - operando in questo modo, nel corso dei mesi, l'architetto Tani avrebbe favorito la Imital a discapito di un confinante (Alessandro Terigi). Che ha anch'egli in corso una causa civile contro Imital. Ilaria Bonuccelli